Betori: «Abbiamo bisogno di speranza». Il bilancio del cardinale di Firenze alla fine del 2015

Cardinale Giuseppe Betori

Cardinale Giuseppe Betori

FIRENZE – Abbiamo bisogno di speranza «più che mai in questi nostri tempi, il cui bilancio, alla fine di un anno torna a farsi inquietante e angoscioso». Parole del Cardinale arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori, pronunciate nell’omelia dei Vespri e Te Deum a conclusione dell’anno 2015 nella cattedrale fiorentina di Santa Maria del Fiore. «Gli scenari mondiali sono dominati ancora da crudeli episodi di terrorismo e da irrisolti focolai di guerre – ha detto il cardinale – dai drammi della fame e della povertà, da migrazioni di popoli in ricerca di condizioni di vita più dignitose e sicure. In questo contesto di violenza si collocano le persecuzioni che affliggono tanti fratelli cristiani. Non possiamo dimenticarli. Non vogliamo dimenticare in particolare Asia Bibi, la donna pakistana imprigionata da più di sei anni e condannata a morte con una falsa accusa di blasfemia. In lei e in tutti i perseguitati continua la Passione di Gesù».

«Preoccupa il permanere di un orizzonte culturale – ha proseguito – che sembra aver perso le sue coordinate umanistiche autentiche, quelle legate al riconoscimento della dignità della persona umana sempre e ovunque, in ogni condizione di vita, del primato delle relazioni per la crescita di una convivenza fraterna, da cui nessuno sia escluso o emarginato, del riconoscimento dell’imprescindibile apertura della mente e del cuore degli uomini alla trascendenza come fattore costitutivo del loro valore».

In questo contesto ecco l’ «offerta che la Chiesa ci fa di un anno giubilare, un tempo in cui siamo invitati a un incontro più libero e profondo con la grazia di Dio, con la sua misericordia. L’anno che si chiude è stato infatti segnato nei suoi giorni conclusivi dall’apertura delle Porte Sante, che siamo invitati a oltrepassare, come segno di conversione e come accoglienza del dono dell’amore di Dio, che vuole tutti salvi».

La presenza di Papa Francesco a Firenze nello scorso novembre «ha segnato in modo indelebile il nostro 2015. La memoria e la gratitudine – ha concluso il cardinal Betori – si tramutino ora in fedeltà alle indicazioni che ci ha lasciato. In particolare sentiamoci impegnati a ridare slancio alla vocazione al servizio dei poveri, che da sempre caratterizza la nostra città, traducendo la misericordia che Dio ci dona in misericordia donata ai fratelli; sentiamoci impegnati ad accogliere i fratelli meno fortunati che continuano a venire tra noi alla ricerca di una vita più umana, riconoscendo nel loro volto il volto di Gesù; sentiamoci impegnati a coltivare il dialogo che dà fondamento alla fraternità, tra fedi e convinzioni di pensiero diverse, per edificare una società più armoniosa e giusta; sentiamoci impegnati a offrire nel nostro patrimonio culturale una visione del mondo che unisce aspirazione alla trascendenza e slancio di solidarietà».

Scarica qui il TESTO COMPLETO dell’omelia del cardinale per il Te Deum del 31 dic 2015 

 

 

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