Morto David Balme, l’ufficiale inglese che strappò ai tedeschi i codici segreti di Enigma

Il sottomarino U-110 e il cacciatorpediniere inglese Bulldog

Il sottomarino U-110 e il cacciatorpediniere inglese Bulldog (foto Royal Navy)

LONDRA – È morto all’età di 95 anni David Edward Balme, il «Liutenant Commander» (capitano di Corvetta) della Royal Navy inglese passato alla storia per aver scoperto i segreti di «Enigma». Quest’ultima era la macchina per cifrare e decifrare messaggi in codice utilizzata dai tedeschi durante i primi anni della seconda guerra mondiale e ritenuta inviolabile dallo Stato maggiore della Kriegsmarine. Fu il successo dell’operazione di intelligence britannica Primrose.

Balme, con il grado di sottotenente di vascello, era a bordo del cacciatorpediniere Bulldog che a mezzogiorno del 9 maggio 1941 stava scortando in Atlantico alcune navi inglesi per rifornirsi di carburante in Islanda. Ad un tratto due navi furono silurate in rapida successione da un sottomarino tedesco, l’U-Boat 110, che però fu attaccato con bombe di profondità tanto da dover emergere. Nello scontro a fuoco che ne seguì, morirono 15 tedeschi tra cui lo stesso comandante del U-Boat Fritz Julio Lemp.

David Balme

David Balme

Prima che il sottomarino affondasse Balme fu incaricato di ispezionare, pistola alla mano, il battello alla ricerca di tutto quanto fosse possibile sequestrare: documenti, libri di bordo, carte. Durante la delicata operazione – con il rischio che l’U-110 andasse a picco o autoesplodesse – Balme si accertò prima di tutto che non ci fosse nessuno a bordo. Quindi fece scendere la sua squadra di abbordaggio per ispezionare minuziosamente tutto il battello.

Una macchina Enigma-G (foto Austin Mills licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia)

Una macchina Enigma-G (foto Austin Mills/Wikimedia)

Fu allora che un suo marinaio, il telegrafista Alan Lungo, trovò nella sala radio quella che definì «una strana macchina da scrivere». Quando se ne battevano i tasti appariva però uno scritto diverso. Balme intuì subito che si poteva trattare di una macchina per messaggi in codice e dette ordine di smontarla e portarla subito via. Per fare presto organizzò una vera e propria catena umana tra i suoi marinai.

Non potevano ancora saperlo, ma avevano trovato un modello di Enigma il potente strumento per cifrare i messaggi che i tedeschi ritenevano inviolabile. La sua successiva decrittazione permise di scoprire tutte le comunicazioni tra i sottomarini tedeschi. Un vantaggio operativo che restò in piedi per diversi mesi, fino all’inizio dell’anno 1942, quando fu introdotta una variante nel sistema di cifratura tedesco destinato alla flotta degli U-Boot. Ma nel frattempo i convogli marittimi americani e inglesi ebbero maggior via libera nell’Atlantico.

 

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