Firenze, fermato il presunto assassino dell’americana Ashley Olsen

Ashley Olsen (dal profilo Facebook)

Ashley Olsen (dal profilo Facebook)

FIRENZE – Arrestato il presunto assassino di Ashley Olsen, la donna americana di 35 anni trovata morta strangolata sabato 9 gennaio nel suo appartamento di via Santa Monaca a Firenze, nel quartiere di San Frediano. Si tratta di un africano, sembra un senegalese di circa 25 anni, già noto alle forze dell’ordine per questioni di droga. A suo carico è stato emesso un «decreto di fermo» da parte della Procura della Repubblica per omicidio aggravato.

La decisione dei magistrati (il procuratore capo Giuseppe Creazzo e i pm Luca Turco e Giovanni Solinas) sarebbe arrivata dai risultati dell’esame del Dna, che sarebbero stati determinanti per raccogliere prove contro il giovane africano. Le telecamere avrebbero anche ripreso l’uomo e Ashley al mattino di venerdì 8 gennaio scorso, il giorno prima del ritrovamento del cadavere.

L’uomo non era un amico di Ashley Olsen ma sembra un conoscente con cui aveva trascorso parte della sua ultima notte in un locale. La decisione dei magistrati fiorentini di sottoporre l’uomo alla misura cautelare è arrivata nella nottata di oggi 14 gennaio, dopo che gli investigatori della polizia scientifica avevano passato diverse ore nell’appartamento di via Santa Monaca per ulteriori e forse definitivi accertamenti.

A quanto risulterebbe il delitto sarebbe stato il tragico epilogo di un rapporto sessuale tra il senegalese e la donna (trovata nuda sul letto), iniziato forse in modo consensuale, anche se su questo aspetto i risultati dell’autopsia non danno certezze.

La scoperta del delitto era stata fatta dal fidanzato della donna. I due avevano avuto una discussione e per qualche giorno non si erano sentiti. Poi sabato 9 gennaio l’uomo, preoccupato, era andato a casa sue e si era fatto aprire da una vicina di casa, con la quale aveva fatto la macabra scoperta e chiamato subito la polizia. L’uomo era stato a lungo interrogato e il suo alibi, a quanto risulta, si è dimostrato inattaccabile.

I dettagli dell’operazione di fermo dell’africano indagato per il delitto e  svolta dal personale della Squadra Mobile di Firenze, saranno resi noti oggi 14 gennaio alle 10 in una conferenza stampa annunciata presso gli uffici della Procura della Repubblica fiorentina.

 

AGGIORNAMENTO ORE 11

L’uomo fermato dalla Squadra Mobile si chiama Tidiane Cheik Diaw, un senegalese di 25 anni. Era arrivato in Italia per raggiungere il fratello e faceva «piccoli lavori» come distribuire volantini davanti alle discoteche. Era sconosciuto alle forze dell’ordine, irregolare in Italia e incensurato.

Sottoposto a interrogatorio fino a tarda notte, l’uomo avrebbe fornito una «versione ammissiva» – ha detto il procuratore capo di Firenze Giuseppe Creazzo – affermando di avere avuto un rapporto sessuale consenziente con Ashley Olsen nell’abitazione di quest’ultima. A un certo punto i due avrebbero litigato, perché lei a un certo punto lo voleva mandare via: è stato allora – avrebbe ammesso il senegalese – che lui l’ha spinta a terra tanto che la donna è caduta battendo violentemente la testa. I segni di strangolamento sarebbero la conseguenza – secondo la versione del senegalese – del tentativo di quest’ultimo di rialzarla.

Le prove che hanno portato al fermo di Diaw Cheik Tidianee (che ora si trova in carcere a Sollicciano) sono legate al ritrovamento della sim card dell’africano dentro il cellulare (che era scomparso) della donna. Ma soprattutto all’esame del Dna dell’uomo. Nella casa del delitto in via Santa Monaca – ha detto il procuratore Creazzo – «sono stati presi reperti biologici, un profilattico e una cicca di sigaretta nel bagno». Questi reperti «grazie ad uno stratagemma degli investigatori» sono stati confrontati con il dna del sospettato. E l’esame è risultato positivo.

 

 

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