Firenze, oggi i funerali di Ashley, l’americana uccisa in San Frediano

Il caso Ashley Olsen sulla Cnn

Il caso Ashley Olsen sulla Cnn

FIRENZE – Si svolgono oggi 15 gennaio a Firenze i funerali di Ashley Olsen, la donna americana di 35 anni uccisa nel suo appartamento in San Frediano. La cerimonia funebre è prevista per le 15 nella basilica di Santo Spirito, a poche centinaia di metri dal luogo del delitto avvenuto nella notte di sabato 9 gennaio.

Ashley Olsen (dal profilo Facebook)

Ashley Olsen (dal profilo Facebook)

Sui giornali americani e sui siti Internet trova spazio la storia di questa ragazza di Summer Haven, in Florida, e gli amici la ricordano come «piena di vita». Quasi spontaneo un «collegamento» con l’altra vicenda di Amanda Knox e della morte della studentessa inglese Meredith Kercher, specie per la preoccupazione che le indagini sulla morte della Ashley potessero nuovamente trasformarsi in una saga mediatica. Molta folla è attesa ai funerali di oggi.

Intanto Diaw Cheikh Tidiane, il senegalese di 27 anni arrestato con l’accusa di omicidio aggravato, ha ammesso le sue responsabilità. «Non volevo ucciderla, non sono un cane» ha detto agli inquirenti, affermando poi che, dopo un rapporto sessuale consenziente, i due avrebbero litigato. Lui l’ha spinta a terra, dove la donna ha battuto violentemente la testa. «Due ferite che da sole avrebbero provocato la morte della donna – ha detto il procuratore capo di Firenze Giuseppe Creazzo – che successivamente è stata strangolata». Sembra con una catenina o un cavo da computer. Poi l’uomo è uscito dall’appartamento. «Non credevo fosse morta» ha detto.

Diaw Cheikh Tidiane (Foto Polizia di Stato)

Diaw Cheikh Tidiane (Foto Polizia di Stato)

Tra gli «errori» commessi dal senegalese – risultato sconosciuto alle forze dell’ordine e irregolare in Italia – quella di aver rubato il telefonino della Ashley e averci inserito una propria scheda, tanto da renderlo tracciabile. Altro errore il giorno successivo al ritrovamento del cadavere, quello di essere andato in questura – dove lo stavano cercando durante la raccolta di testimonianze sul delitto – per rilasciare dichiarazioni spontanee e fornendo un alibi rivelatosi non attendibile. Durante le sosta negli uffici della squadra mobile, gli agenti – con uno stratagemma – gli hanno preso il dna, grazie a un mozzicone di sigaretta e un bicchiere dove aveva bevuto. Questo materiale è stato raffrontato con il dna trovato nell’appartamento della donna in un profilattico e in una cicca di sigaretta prelevati nel bagno, nonché sotto le unghie di Ashley. L’esame chimico ha dato esito positivo, tanto da essere decisivo per far scattare il fermo dell’uomo. Quest’ultimo ora si trova in carcere a Sollicciano in attesa della convalida del fermo da parte del Gip.

 

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