Sicurezza nazionale: Renzi gioca la carta Marco Carrai per la nuova Cyber Agency

Matteo Renzi e Marco Carrai

Matteo Renzi e Marco Carrai

ROMA – Una nuova Agenzia per la sicurezza informatica da collocare nel sistema dei servizi segreti. La starebbe preparando il governo Renzi, stando alle indiscrezioni pubblicate oggi 16 gennaio su Il Fatto Quotidiano. Solo a tarda sera fonti della presidenza del consiglio confermano l’ipotesi, anche se viene precisato «è ancora in fase di valutazione».

Ma quello che attira l’attenzione non è tanto la nuova struttura (in tempi di spending rewiew non sembra così indispensabile) quanto il nome di chi sarebbe chiamato a dirigerla. E spunta, ancora una volta, il nome di Marco Carrai, il fiorentinissimo amico e da sempre ombra del presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Un giovane (41 anni ancora da compiere) che dopo un flash giovanile in Forza Italia a Greve in Chianti, dove abitava la benestante famiglia, approdò quasi subito al Ppi e quindi alla Margherita. Lì incontrò Matteo Renzi e, come si direbbe in una favola, fu … subito «amore». Fecero da allora coppia fissa. Marco (anzi «Marchino» come lo hanno sempre chiamato a Firenze) apparentemente schivo e quasi sempre nell’ombra, Matteo invece sempre sotto la luce dei riflettori. Della serie si direbbe, tu vai avanti che io ti copro le spalle.

Non si contano le partecipazioni societarie che direttamente o indirettamente fanno capo a «Marchino», da tutti ritenuto la cassaforte renziana. Tra gli incarichi «pubblici» di Carrai c’è stato quello di amministratore delegato della Firenze Parcheggi come quella di presidente di Adf la società di gestione dell’Aeroporto Vespucci di Firenze.

Ma ora – a quanto sembra – Marco Carrai è chiamato a «volare» ancora più in alto. Destinazione Palazzo Chigi, un edificio sempre più targato Firenze tanto che lo chiamano il «Giglio magico», dove già stazionano altri fedelissimi del premier come il potentissimo sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luca Lotti (Empoli 1982), che ora sembrerebbe destinato alla guida del Pd.

Tornando alla «Cyber Agency» che Renzi vuole mettere in campo (il decreto sarebbe imminente) il problema vero è che dovrebbe entrare nella rete dei Servizi Segreti italiani, se non addirittura assumerne il vertice. In altre parole Marco Carrai diventerebbe a tutti gli effetti un «agente segreto» (riferiti ottimi in suoi rapporti con Israele e il governo Netanyahu). Tutto sta nel raccordare il suo ruolo con quello degli organi della sicurezza nazionale già esistenti: Dis, Aisi e Aise. Che non potranno certo ignorarlo o far arrivare al premier solo quello che ritengono più opportuno.

L’ottica quindi non è solo la lotta (doverosa) al terrorismo informatico, la vera arma – più potente delle bombe – di cui oggi dispongono i tanti gruppi eversivi nel mondo, più o meno organizzati. L’obiettivo di Renzi appare quello di voler mettere un suo uomo, anzi forse il più fedele di tutti, in una struttura strategica come quella della sicurezza nazionale. Legittimo, ma qui il premier mostra tutta la sua debolezza. Non riesce a trovare persone valide al di fuori del suo tradizionale entourage fiorentino? Oppure teme davvero di essere lasciato solo e si difende? Il «Giglio magico», anziché sbocciare, corre il rischio di trasformarsi in un riccio.

 

 

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Sandro Addario

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