I Cantucci e Cantuccini Toscani promossi a prodotto Igp

 

Cantucci e Cantuccini Toscani

Ai Cantuccini Toscani un riconoscimento di qualità

 

FIRENZE – I Cantuccini Toscani chiamati anche ‘Cantucci’ sono ora un prodotto Igp, indicazione geografica protetta. Il riconoscimento è appena arrivato dall’Unione Europea, si legge in un comunicato della Regione Toscana.

I cantuccini sono biscotti alle mandorle tipici della Toscana, conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo. Il nome sembra derivare da «canto», parte di un insieme, o da «cantellus», in latino pezzo o fetta di pane. Le origini dei cantuccini risalgono almeno al XVI secolo. Si possono gustare da soli o, secondo la tradizione, inzuppati in vini liquorosi come il vin santo.

I cantuccini si aggiungono così ad altri nomi famosi della produzione agroalimentare toscana di qualità, già registrati come Igp. Tra questi il Lardo di Colonnata, i Ricciarelli di Siena, la, Castagna del Monte Amiata, il Fagiolo di Sorana, il Farro della Garfagnana, il Marrone del Mugello.

La concessione dell’Igp ai cantuccini «aiuterà – ha sottolineato il governatore della Toscana Enrico Rossi – fornai, pasticceri, ristoratori, piccole e medie imprese dolciarie a meritarsi l’attenzione delle tavole di tutto il mondo e contrastare la contraffazione alimentare».

Il nuovo marchio Igp per i Cantuccini Toscani originali

Il nuovo marchio Igp per i Cantuccini Toscani originali

«È il giusto riconoscimento – ha commentato Marco Remaschi assessore regionale all’agricoltura – per la qualità e tipicità toscana di un prodotto da forno che viene proposto come fine pasto in tutta la Toscana nel classico abbinamento con vin santo, un prodotto che appartiene indiscutibilmente alla tradizione regionale tanto da aver consolidato la doppia dizione Cantuccini Toscani e Cantucci Toscani, nomi che vengono entrambi protetti».

«Grazie al marchio Igp ai Cantucci Toscani – prosegue la nota della Regione – è riconosciuta la tipicità nella ricetta che vede come ingrediente caratterizzante le mandorle dolci intere in misura non inferiore al 20%. Nella ricetta anche il burro, il miele e le uova, secondo un preciso disciplinare di produzione. La richiesta di IGP era stata avanzata nel 2011 da Assocantuccini, l’associazione presieduta da Ubaldo Corsini, costituita tra imprese ed associazioni di categoria, che ha inteso salvaguardare il prodotto toscano, il terzo biscotto più conosciuto al mondo, con un fatturato complessivo stimato in 35 milioni di euro ed un export del 37%».

Della stessa specialità e altrettanto famosi sono i «Biscotti di Prato», al momento non compresi nel riconoscimento Igp per i cantuccini. Anche per loro era stata avviata la procedura per la certificazione europea. Come spiega al quotidiano Il Tirreno Francesco Pandolfini, uno dei produttori facenti parte del Consorzio per la valorizzazione dei biscotti di Prato, «la decisione di congelare la domanda, da noi inoltrata nel 2011, è stata presa un paio di anni fa di comune accordo con Assocantuccini. Abbiamo preferito far procedere la domanda per i cantucci toscani che rappresentano un po’ tutta la Toscana. Noi siamo una realtà piccola e abbiamo preferito così. Questo significa spirito di collaborazione e comunque l’ottenimento del marchio rappresenta un arricchimento per tutta la Regione».

 

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