Firenze, brucia la casa e tenta il suicidio: salvato in extremis dai Carabinieri

Il luogo del tentato suicidio a Grassina

Il luogo del tentato suicidio a Grassina

FIRENZE – Aveva dato fuoco alla sua abitazione, poi si era allontanato. Lo hanno trovato i carabinieri in extremis mentre stava tentando il suicidio. Ora è ricoverato in gravi condizioni in ospedale.

È la tragica vicenda di un uomo di 50 anni che abita a Grassina, nel comune di Bagno a Ripoli, in via Elio Chianese. Ieri sera mercoledì 27 gennaio i Vigili del Fuoco erano intervenuti – con 4 automezzi e 13 uomini – per un incendio che aveva semidistrutto la sua abitazione, all’interno della quale non c’era nessuno. Durante un sopralluogo gli stessi pompieri avevano però rinvenuto tre bottiglie vuote di alcol etilico e scoperto che l’incendio era stato innescato in due punti differenti.

L'auto era diventata una camera a gas

L’auto era diventata una camera a gas

Da qui l’intervento dei Carabinieri che si sono messi subito alla ricerca del proprietario, che – contitolare di un ristorante a Firenze – stamani non era stato visto neppure al lavoro. L’uomo infatti vagava con la sua auto, una Bmw X5 di una decina di anni fa, nella zona del Chianti.

È stata la telefonata di un cittadino a mettere i Carabinieri sulla pista giusta. Ore 11 di oggi 28 gennaio: la Bmw è vista, quasi per caso, ferma in una stradina di campagna lungo la via Chiantigiana, poco dopo l’ingresso del Golf dell’Ugolino in direzione Greve in Chianti. Il cittadino, che sta transitando in macchina nella zona, si insospettisce e chiama il 112 dei Carabinieri: «C’è una Bmw X5 in una posizione strana». Il comandante della Stazione dei Carabinieri di Grassina, luogotenente Antonio Bonafede e il maresciallo capo Francesco Pulcrano, sono proprio di pattuglia in zona e capiscono al volo di cosa potrebbe trattarsi. Si precipitano sul posto. Appena in tempo. È proprio l’auto ricercata. Agli sportelli erano stati messi pezzi di nastro adesivo per sigillare i vetri e un tubo di plastica flessibile era stato attaccato al tubo di scappamento collegato con una portiera. Sul cruscotto un appunto scritto su un pezzo di nastro adesivo con un numero di telefono da contattare.

Bonafede e Pulcrano spalancano gli sportelli dell’auto, il cui abitacolo è già invaso dal gas letale dello scarico. Qualche attimo ancora e il tentativo di suicidio sarebbe arrivato a compimento. L’uomo fa appena in tempo a mormorare ai due militari: «Perché mi volete salvare?» e poi si lascia trascinare, non senza qualche resistenza, all’esterno. In mano ha anche un taglierino, pronto probabilmente a tagliarsi le vene.

Un’ambulanza del 118 è intanto già sul posto. Lo trasporta in codice rosso al Pronto Soccorso del vicino ospedale di Ponte a Niccheri, dove l’uomo ora si trova in rianimazione. Un passato di qualche difficoltà economica alle spalle e più recentemente problemi sentimentali che probabilmente lo hanno spinto al tentativo di suicidio. Ma sulla sua strada, per fortuna, ha trovato due carabinieri che la pensavano diversamente da lui.

 

AGGIORNAMENTO ore 19

FUORI PERICOLO – A quanto si apprende l’uomo, ricoverato in ospedale, sta meglio e i medici hanno sciolto la prognosi. Resterà ricoverato alcuni giorni ma è fuori pericolo.

 

 

 

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Sandro Addario

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