Maria Sole, 4 mesi: «Sono nata prematura, ma ha vinto la vita»

 

Un bambino prematuro in una incubatrice

FIRENZE – Mi chiamo Maria Sole. Ho deciso di venire al mondo in anticipo, il 4 ottobre 2015. Una domenica mattina alle 6,56. Ero uno scricciolo di appena 680 grammi, rimasto nella pancia di mamma Cristina solo 24 settimane e 6 giorni.

NASCITA – Pioveva quel giorno a Firenze, nonostante il bel nome che babbo e mamma avevano scelto per me. Ma quel 4 ottobre nonostante tutto, proprio un piccolo raggio di sole in giornata riuscì a perforare nubi, portando un riflesso di luce sui volti dei miei genitori che improvvisamente si erano trovati impreparati dentro una dimensione più grande di loro. Di colpo erano stati catapultati in una centrifuga che li sballottava da tutte le parti.

LOTTA – Ero prematura, ma da subito ho iniziato a dare battaglia e confrontarmi con tutte le dimensioni spazio-temporali, dando la forza a babbo e mamma per lottare accanto alla mia incubatrice nel box n°1, attaccati a quelle pareti trasparenti dove ero confinata. Non si può spiegare a chi, fortunatamente, non ha vissuto quei momenti, cosa abbiano provato e vissuto i miei genitori: ansie, paure, stress, incertezza, vivere ora per ora lungo una strada non definita.

TERAPIA INTENSIVA NEONATALE – Ma fin dal primo momento di quel 4 ottobre, la ricorrenza di San Francesco, tutto il personale della sala parto e della Tin (la «Terapia Intensiva Neonatale», un nome quasi più lungo di me) dell’Ospedale di Careggi a Firenze, si è preso cura di noi tre, non solo professionalmente ma soprattutto con umanità, sensibilità e tanta comprensione. Babbo e mamma hanno così potuto vivere e credere nella meraviglia di essere divenuti genitori, iniziando così un percorso lungo, difficile, estremamente importante, che li avrebbe messi alla prova della fantastica avventura della mia vita.

ANGELI – Io, dal mio minuscolo angolo di mondo, ho iniziato piano piano ad attaccarmi ad ogni ora di più a questa vita, aiutata dalla «Volontà Superiore» ma anche dagli «Angeli» vestiti di bianco, di azzurro, di verde che si alternavano davanti a me. Ho imparato ad aspettare che la mia mamma arrivasse vicina al mio box per ascoltare le sue storielline e la sua bella voce che mi chiamava continuamente. A questa si alternavano i toni baritonali del babbo, emozionato come mai, nonostante che per il suo lavoro passi la vita a soccorrere persone in difficoltà.

TERAPIA MARSUPIO – Alla fine di ottobre 2015 abbiamo iniziato la «terapia Marsupio», fondamentale per tutti noi tre. Per me prematura ma anche per i miei genitori. Una sensazione indicibile per loro che per la prima volta potevano sentire il calore del mio corpicino e io il loro. Il contatto pelle a pelle scioglieva tutti in fortissime emozioni. Dopo un timido ma premuroso primissimo contatto, finalmente babbo e mamma acquisivano la consapevolezza di avere e poter vivere la loro figlia. Quando sarò più grande, mi racconteranno la loro emozione nel potermi toccare, sentirmi muovere su di loro, sentire i nostri odori, scambiarci le informazioni naturali più belle. Forse non mi racconteranno, ma io lo so già, delle calde lacrime che scendevano dai loro occhi che a loro non sembravano abbastanza grandi per potermi vedere tutta……eppure ero ancora così piccola!

PRESENZA – Grazie, cari miei amici della Tin di Careggi. Tutti quanti, ad ogni livello, siete stati eccezionali. Ho sentito la vostra presenza e il vostro impegno per la lotta che stavamo conducendo insieme. Ho sentito che eravate vicini ai miei genitori, cercavate di incoraggiarli, facevate in modo di farli sentire in casa.

IL PRIMO CHILO – A volte si dice la casualità: ho raggiunto 1000 grammi esatti il 17 novembre 2015, Giornata Mondiale della Prematurità, non un grammo in più o in meno…..! Nel frattempo tanti genitori, nelle stesse condizioni dei miei, si erano rivelati di grande aiuto, cimentando con babbo e mamma uno spirito solidale, di fraterna lotta, ricco di piccoli pensieri e sfoghi utilissimi al confronto, per alimentare le pur flebili ma mai perdute speranze, per allentare le tensioni. Grandi Super-mamme e Super-babbi; un ricordo bellissimo ed emozioni indelebili che resteranno per sempre nel percorso della vita.

GLADIATRICE – Poi il 4 gennaio 2016 ecco un nuovo spaccato di felicità. Dopo 3 mesi e 92 giorni di ricovero, la gladiatrice prematura, partita da molto lontano, è stata dimessa. Per la prima volta ho potuto assaporare la luce vera del cielo e respirare un sorso d’aria aperta. Ancora una volta era il 4, come il giorno della mia nascita. Ancora una volta una giornata iniziata con la pioggia che poi ha fatto spazio a un po’ di sole.Come tutti i gladiatori che sanno benissimo quelli che sono i limiti ed i valori della vita, mi sono fatta il primo viaggio di un’ora in macchina per arrivare a casa. Mi hanno detto che ero tranquilla e serena, come se fosse di ritorno da un semplice viaggio di piacere.

FUTURO – La strada è ancora, e sarà, lunga e tortuosa, piena di insidie ed ostacoli. Ma se dopo 4 mesi sono arrivata fino a qui, so di poter contare su tante persone che mi amano davvero – dai genitori, ai familiari ai tanti amici – e che mi aspettano poi nel mondo degli adulti.

ELISIR – Altri genitori, dopo l’esperienza dei miei, entreranno con i loro piccoli nel Reparto Tin. Anche loro staranno vicini e più presenti possibile al loro «gladiatore». Perché, oltre ai medici e tutto il personale, saranno proprio loro l’arma in più, la medicina, l’elisir che nessuno è in grado di infondere meglio di un babbo e una mamma.

Grazie ancora a tutti per il vostro amore. Spero di crescere forte e rapidamente. Ho fretta di ringraziarvi a voce per tutto quello che fate ogni giorno e ogni notte per tanti piccoli prematuri.

 

MARIA SOLE

 

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Maria Sole, nata prematura a Firenze il 4 ottobre 2015, pesa ora – dopo quattro mesi – 3,3 chili. Abita in provincia di Firenze, circondata dall’amore dei genitori. Abbiamo pubblicato volentieri questa sua lettera ideale con cui si presenta al mondo.

 

 

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