Campi Bisenzio, in fin di vita a 24 anni dopo una sparatoria al circolo ricreativo

Carabinieri scientifica durante i rilievi dopo la sparatoria

Carabinieri scientifica durante i rilievi dopo la sparatoria

FIRENZE – Un giovane di 24 anni, Francesco Collini di Firenze, è in fin di vita in ospedale dopo una sparatoria avvenuta a San Piero a Ponti, nel comune di Campi Bisenzio. È successo poco prima della mezzanotte tra venerdì 11 e sabato 12 marzo, all’interno del Circolo Ricreativo «Il Racchio» in via Palagietta 143.

Trasportato d’urgenza in gravissime condizioni all’ospedale fiorentino di Careggi, il giovane (che in un primo momento era stato dato per morto) è stato sottoposto a due interventi chirurgici consecutivi (il secondo è ancora in corso, stamani 12 marzo alle 10) per l’estrazione dei proiettili alla testa e alla schiena. Operazioni neurochirurgiche delicatissime, di cui si attende l’esito. La prognosi è riservatissima.

Appena scattato l’allarme stanotte a San Piero a Ponti, con i sanitari del 118 sono arrivati i carabinieri della Compagnia di Signa e quelli del Reparto Operativo del comando provinciale di Firenze. Mentre gli specialisti della Scientifica dei carabinieri stavano effettuando i rilievi e iniziata subito la caccia all’aggressore, che dalle prime notizie sembrava essere fuggito a piedi.

Nella notte l’uomo, un italiano di 24 anni residente a Campi Bisenzio, è stato arrestato dai Carabinieri. Dopo la sparatoria, aveva vagato nella notte ma poi si era tornato nella casa dei genitori dove vive anche lui.

Circa i motivi degli spari all’interno del circolo ricreativo sembra – dalle prime notizie – che si possa trattare di una lite per dissidi tra i due ventiquattrenni.

 

AGGIORNAMENTO ORE 13

VITTIMA – Le condizioni di Francesco Collini rimangono gravissime. Il giovane (operaio in una ditta di Campi Bisenzio) è ancora sotto i ferri nei neurochirurghi all’ospedale di Careggi, che tentano da ore di salvarlo. Si è appreso intanto che sono stati quattro i colpi di pistola che lo hanno raggiunto: due alla testa (un proiettile è anche fuoriscito) e due tra il torace e l’addome. L’arma usata contro di lui è una scacciacani modificata da mani esperte, in modo da renderla una vera e propria pistola a tamburo con proiettili calibro 9, di dimensione quindi letale, specie se esplosi – come sembra – a distanza molto ravvicinata.

ARRESTATO – L’aggressore arrestato dai carabinieri è Leonardo Viggiano, 24 anni, originario di Firenze e residente con i genitori a Campi Bisenzio, con cui collabora nella conduzione di una ditta di manifatture. È un coetaneo dell’altro giovane cui ha sparato. I due sembra che si conoscano da sempre, anche se da qualche anno non si frequentavano più anzi è stato riferito che «non si parlavano più da tempo». Da qui l’ipotesi di «vecchi rancori» all’origine – che comunque appare sproporzionata – del gesto. I carabinieri della Compagnia di Signa sono arrivati a Viggiano, attraverso le testimonianze dei frequentatori del circolo Il Racchio. Quando, verso le 2,30 di stanotte, hanno suonato al campanello di casa sua, il Viggiano era seduto sul divano, teso e nervoso ma non sorpreso del loro arrivo. Quasi li stesse aspettando. In casa c’erano i genitori che avevano subito capito che il figlio aveva commesso qualcosa di grave. Nell’armadio della sua camera da letto è stata rinvenuta la pistola utilizzata nella sparatoria. Ha ammesso di aver sparato al Collini, ma poi si è trincerato dietro il silenzio sui motivi del suo gesto. Stessa scena davanti al pubblico ministero di turno Filippo Focardi, che ha raggiunto gli inquirenti nella notte. Ora l’arrestato si trova nel carcere di Sollicciano dove lunedì 14 marzo è previsto l’interrogatorio di garanzia del Gip, che deciderà sulla convalida dell’arresto. Sul suo passato si solo è saputo che qualche anno fa era stato arrestato per piccoli reati connessi agli stupefacenti, ma che, secondo gli inquirenti, non avrebbero nulla a che vedere con la sparatoria di stanotte, che al momento resta ancora inspiegabile.

RICOSTRUZIONE – Secondo quanto riferito dai Carabinieri, nel corso di una conferenza stampa al Comando provinciale di Firenze, tutto è cominciato verso le 23.45 di venerdì 11 marzo quando nel Circolo «Il Racchio» c’erano una quindicina di giovani ventenni che stavano passando una normale serata di fine settimana in allegria. Ad un tratto è entrato un altro giovane, che alcuni hanno riconosciuto come Leonardo Viggiano, che abita a una decina di minuti a piedi dal locale. L’uomo si è guardato intorno come per cercare qualcuno. Quando ha visto Francesco Collini ha estratto una pistola e ha sparato a sangue freddo – tra il panico generale – tutti i sei colpi contenuti nel tamburo dell’arma. Quattro sono andati a segno contro la testa e il torace dell’aggredito a distanza di appena qualche metro. Mentre tutti i presenti cercavano di mettersi al riparo, Viggiano è uscito dal locale a piedi perdendosi nel buio della notte. Dopo poco è arrivato a casa e ha atteso i carabinieri, che sapeva sarebbero arrivati di lì a poco.

 

Il tenente colonnello Agatino Spoto e il tenente Fabio Alfieri dei Carabinieri con l'arma utilizzata nella sparatoria a san Piero a Ponti

Il tenente colonnello Agatino Spoto e il tenente Fabio Alfieri dei Carabinieri con l’arma utilizzata nella sparatoria a san Piero a Ponti

 

 

 

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Sandro Addario

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