Firenze, rubano carro attrezzi e sfondano una banca ‘prelevando’ il bancomat

Sul luogo dell'omicidio suicidio sono intervenuti i Carabinieri

Le indagini sono svolte dai Carabinieri

FIRENZE – Rubano un carro attrezzi e con quello fanno una «spaccata» alla vetrina di una banca portandosi via l’intero bancomat. È successo nella notte tra domenica 13 e lunedì 14. I ladri sono penetrati all’interno di un’autocarrozzeria di Antella, nel comune di Bagno a Ripoli, dove era parcheggiato un furgone Iveco Daily, adibito a carro attrezzi, peraltro piuttosto ben visibile perché bianco con strisce rosse. Per fare prima, i ladri hanno sfondato con lo stesso mezzo il cancello della carrozzeria e si sono allontanati, facendo perdere le proprie tracce. Appena il proprietario se ne è accorto ha dato l’allarme ai Carabinieri, ma ormai era troppo tardi.

Una nota di ricerca è stata subito diramata nella notte ma senza esito immediato. Una delle ipotesi probabili era che potesse essere utilizzato per una spaccata ad un negozio o un bar.

Puntualmente, dopo circa due ore è arrivata da Lastra a Signa – quindi dall’altra parte di Firenze rispetto all’Antella – la segnalazione che intorno alle 2.40 un carro attrezzi (quasi sicuramente lo stesso rubato poco prima all’Antella) aveva sfondato la vetrina della Banca Carige in piazza Bardini. Come è ormai un classico, i ladri hanno caricato sul mezzo l’intera cassaforte del bancomat, un’operazione che richiede l’intervento di almeno 3-4 persone. Il danno è in corso di quantificazione.

Immediate anche in questo caso le ricerche effettuate da Carabinieri e Polizia Stradale, perché con tutta probabilità il carro attrezzi nella via di fuga aveva imboccato la Firenze Pisa Livorno. Senza esito per il momento le ricerche, anche se è ipotizzabile che un carro attrezzi ben visibile come quello non possa essere andato molto lontano. Non è da escludere che possa essere stato abbandonato in un luogo «sicuro» come il garage di qualche complice oppure in aperta campagna. Indagini sono in corso attraverso le immagini delle telecamere della carrozzeria di Antella e quelle dell’A1 e della FiPiLi per tentare di ricostruire il percorso fatto e vedere se insieme al carro attrezzi ci fosse stato qualche altro veicolo di «scorta» con a bordo i complici.

 

 

 

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Sandro Addario

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