La memoria di Lucio Battisti destinata all’oblio: appello su Twitter

Lucio Battisti

Lucio Battisti (1943-1998)

FIRENZE – Chi si ricorda Lucio Battisti? Forse ancora milioni di italiani, ma l’età media cresce rapidamente. È la generazione dei giovani tra gli anni ’60 e ’70, gran parte dei quali già pensionata. E dopo di loro la figura di Battisti è destinata all’estinzione. È l’allarme che viene rilanciato in questi giorni su Twitter sotto l’hashtag #salviamoLucioBattisti.

«I suoi capolavori non ‘esistono’ sul web. Online si trovano registrazioni tv, cover o brani pirata. Ma senza streaming o download, come faranno le nuove generazioni a ricordarlo?» tuona Paolo Giordano su Il Giornale, riprendendo una «campagna» avviata nell’agosto 2014 sul suo blog.

Non si può negare che domandare ad un giovane di oggi chi è Lucio Battisti, c’è da attendersi -nella migliore delle ipotesi – un lungo silenzio per dissimulare il disinteresse a trovare una risposta. Battisti chi? No, non il terrorista Cesare Battisti e neanche il Cesare Battisti irredentista nella 1ª guerra mondiale incontrato distrattamente su qualche targa stradale. Ma allora Battisti chi? Quel cantautore di brani passati alla storia come «Giardini di marzo» «Mi ritorni in mente» «La canzone del sole». Potrei continuare ma il giovane interlocutore mi blocca con un «Già, ora mi ricordo qualcosa». Non si capisce se per tagliar corto o perché davvero la memoria comincia a funzionare.

Il problema Lucio Battisti? Essere morto troppo presto: 55 anni appena, quel 9 settembre 1998. Con alle spalle 25 milioni di dischi venduti, aver innovato la musica leggera in Italia, aver scritto canzoni (gran parte con Mogol) che ancora oggi molti ricordano a memoria senza alcun sforzo. Al culmine del successo (inizi degli anni ’70) i suoi detrattori non trovarono di meglio che far passare la voce che Battisti era uno di destra, tanto per trovargli qualcosa. Imperdonabile per un artista e destinato pertanto all’oblio. Cosa che puntualmente si sta verificando.

Su ITunes sono pochi i brani e gli album a disposizione di appassionati e cultori. Più facile trovare le sue canzoni su YouTube dove sono numerosi i video di trasmissioni Tv dell’epoca : i visitatori si contano, ancora oggi, solo a milioni tanto per dare un’idea. Ma non basta a far sopravvivere quel Lucio Battisti che ha fatto sognare per decenni intere generazioni. Che magari in casa propria conservano ancora dischi o cassette originali del cantante di Poggio Bustone (Rieti), sopravvissute come per incanto ai traslochi e agli sgomberi di cose ormai inutili, che si verificano quasi in ogni famiglia.

«Questo disco di Battisti no, non lo butto via. Non si sa mai». Guardiamo dunque ciascuno di noi in casa propria. È possibile che da qualche scaffale o nel cassetto più impensabile spunti fuori ancora oggi il sorriso dell’autore di «Emozioni». Per emozionarci ancora una volta. Intanto non perdiamo l’appuntamento su Twitter con #salviamoLucioBattisti.

BIOGRAFIA di Lucio Battisti

 

VIDEO – I GIARDINI DI MARZO 

 

 

Lucio Battisti nella trasmissione tv Teatro 10 con Alberto Lupo

 

 

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Sandro Addario

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