Aspettativa di vita: nel 2015 è calata per la prima volta in Italia

In Italia un abitante su cinque ha oltre 65 anni

In Italia un abitante su cinque ha oltre 65 anni

ROMA – Cala per la prima volta l’aspettativa di vita per la popolazione italiana e aumentano i «giovani anziani»: 1 italiano su 5 ha più di 65 anni. Lo afferma il Rapporto 2015 di Osservasalute, l’istituzione promossa dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma in collaborazione con numerosi enti pubblici per il monitoraggio dello stato di salute della popolazione.

In particolare – si precisa nel rapporto presentato oggi 26 aprile – «l’aumento della speranza di vita segna una battuta d’arresto. Nel 2015 per gli uomini è 80,1 anni (80,3 nel 2014) e di 84,7 anni per le donne (85 nel 2014)». La maggiore longevità si riscontra nella provincia di Trento (81,3 anni per gli uomini, 86,1 per le donne). In Campania invece il record negativo: appena 78,5 anni per gli uomini e 83,3 anni per le donne.

Le cause di morte? Dai dati 2012 le più frequenti sono le malattie ischemiche del cuore (12% dei decessi), seguite da quelle cerebrovascolari (10%) e le alter malattie cardiache non ischemiche (8%). Quarta causa più frequente sono i tumori maligni di trachea, bronchi e polmoni: molto più frequenti negli uomini che nelle donne.

Un altro segnale di allarme arriva dal peso: gli italiani sono sempre più grassi. Nel periodo 2001-2014 è aumentata la percentuale delle persone in sovrappeso (dal 33,9% al 36,2%), ma soprattutto è cresciuta la quota degli obesi (dall’8,5% al 10,2%).

Tra gli elementi positivi si intravede qualche timido miglioramento negli stili di vita degli italiani: si fuma meno e si riduce la sedentarietà. Ma nel complesso gli italiani risultano ancora poco attenti alla propria salute e non adottano strategie preventive e stili di vita adeguati a proteggerli dalle malattie evitabili. Ancora scarso, ad esempio, il consumo di frutta e verdura. Come pure ancora insufficiente è il livello di vaccinazione della popolazione. In particolare per il vaccino antinfluenzale è significativo il calo delle adesioni tra gli anziani, una delle fasce di popolazione più a rischio di complicanze dell’influenza.

A questo quadro dei comportamenti «personali» si aggiunge la scarsa spesa pubblica per la prevenzione. Secondo il rapporto Osservasalute 2015 «non solo il nostro Paese destina appena il 4,1% (dati dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico – OCSE) della spesa sanitaria totale alle attività di prevenzione, ma la prevenzione risulta la funzione più sacrificata anche a livello regionale, specie laddove vi è la pressione a ridurre i deficit di bilancio».

Scarica qui la sintesi del Rapporto Osservasalute 2015

 

 

 

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