Chernobyl 30 anni dopo: un maxi sarcofago seppellirà il reattore maledetto (Video)

Chernobyl 30 anni dopo l'esplosione del 26 aprile 1986

Chernobyl 30 anni dopo l’esplosione del 26 aprile 1986

CHERNOBYL (Ucraina) – Si lavora ancora a Chernobyl, a distanza di 30 anni, per garantire la sicurezza nel luogo del disastro nucleare del 26 aprile 1986. È in costruzione un gigantesco arco che coprirà materialmente il reattore 4, che esplose quella notte alle ore 1,23, provocando contaminazioni che hanno lasciato il segno a lungo nella popolazione. L’incidente di Chernobyl è considerato il più grave avvenuto in tempo di pace, insieme a quello della centrale giapponese di Fukushima Dai-ichi nel marzo 2011.

La Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (Ebrd) ha diffuso un filmato girato da un drone sulla ex Centrale di Chernobyl, chiusa definitivamente nel dicembre 2000 dopo che i reattori 1,2 e 3 avevano continuato a produrre energia – sia pure con diversi inconvenienti – in un’area dove vivono milioni di abitanti tra i quali quella della capitale Kiev, distante appena 100 chilometri.

La copertura con un gigantesco arco (alto 110 metri, largo 165 e lungo 260) sarà completata alla fine del 2017. Obiettivo è quello di evitare rilascio di eventuale residuo materiale contaminato dalla struttura (ancora esistente) dell’ex reattore 4 e proteggerla da eventuali urti esterni, come eventi meteo estremi.

I lavori di costruzione, iniziati alla fine del 2010, sono stati finanziati dalla comunità internazionale e il governo dell’Ucraina attraverso il Fondo di protezione di Chernobyl gestito dalla Ebrd. Ammontano a circa 1,5 miliardi di euro i fondi finora ottenuti da 45 paesi donatori, tra cui l’Italia.

IMMAGINI DAL DRONE SU CHERNOBYL

 

Nonostante i lavori e le squadre di tecnici all’opera in apparente normalità, resta ancora forte il ricordo della tragedia di 30 anni fa esatti. Tutto cominciò – in quella notte del 26 aprile 1986 – da un improvviso guasto durante un test definito «di sicurezza» al reattore 4. Ci fu una grossa esplosione, seguita da incendi e soprattutto dalla fuoriuscita di materiale radioattivo con una nuvola che si estese rapidamente sopra numerosi stati europei (Polonia e paesi scandinavi in primo luogo) arrivando anche all’Italia Settentrionale. Ufficialmente, secondo dati dell’Onu, i morti accertati furono complessivamente 65, ma almeno 4000 i casi di tumori alla tiroide dei quali però solo 15 mortali.

Qui tutta la storia del disastro di Chernobyl.

 

La centrale nucleare di Chernobyl dopo l'esplosione del reattore 4

La centrale nucleare di Chernobyl dopo l’esplosione del reattore 4

 

 

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