Italia e Giappone si incontrano a Firenze. Su Palazzo Vecchio la bandiera del Sol Levante

Il premier Shinzo Abe e Matteo Renzi a Palazzo Vecchio

Il premier Shinzo Abe e Matteo Renzi a Palazzo Vecchio

FIRENZE – «Avevo due ore libere prima di incontrare il premier giapponese Shinzo Abe e così sono venuto qui ad ammirare il nuovo Teatro Niccolini» dice Matteo Renzi oggi 2 maggio a Firenze. Ma davanti alla platea e ai palchi tutti gremiti inaugura la campagna per il «sì» al referendum del prossimo ottobre 2016 sulle modifiche alla Costituzione. Alle sue spalle (non certo improvvisata) una grande immagine proiettata con lo slogan «L’Italia che dice sì». Scarica qui il video completo di tutto il suo intervento, come è stato pubblicato sul sito della Presidenza del Consiglio.

Mattinata fiorentina piena per il premier, che alle 11,20 esatte accoglie sul portone di Palazzo Vecchio il collega giapponese Shinzo Abe. L’occasione è il 150° anniversario dell’avvio delle relazioni tra Italia e Giappone, ma di fatto è un incontro bilaterale in vista del prossimo G7 che si svolgerà in Giappone dal 26 al 27 maggio e una panoramica sui rapporti commerciali tra i due paesi.

Matteo Renzi e Shinzo Abe

Matteo Renzi e Shinzo Abe

La delegazione giapponese è particolarmente affollata, a testimonianza dell’interesse per la visita. Complessivamente circa 140 persone (compresi una ventina tra giornalisti e fotocinereporters e personale di scorta) arrivati con un Jumbo jet riservato ieri 1 maggio all’aeroporto di Pisa. Per loro sono state prenotate quasi tutte le camere dei due maggiori alberghi fiorentini in piazza Ognissanti, dove gli ospiti del Sol Levante hanno trascorso la notte.

Renzi, come da protocollo, arriva una decina di minuti prima a Palazzo Vecchio. L’occasione per salutare suoi vecchi collaboratori nel cortile della Dogana e poi, sotto una pioggia battente, si fa incontro al premier giapponese che sta arrivando (video). Gli onori militari sono resi da un picchetto di Allievi della Scuola Marescialli dei Carabinieri in alta uniforme e dalla Fanfara dello stesso istituto che suona i due inni nazionali sotto il cortile di Michelozzo. Una breve sosta salone dei Cinquecento, quindi l’incontro ufficiale tra le due delegazioni nella sala di Lorenzo.

Un’ora dopo (sono già le 12,30) l’incontro con la stampa – senza domande – ancora nel salone dei Cinquecento. È l’occasione, tra l’altro, per Renzi di annunciare la sua soddisfazione per la notizia da poco arrivata dal Tribunale dell’Aja, secondo cui il Marò Salvatore Girone potrà far ritorno in Italia dall’India, durante l’arbitrato internazionale che lo vede ancora coinvolto con il collega Massimiliano Latorre nella vicenda giudiziaria ancora non definita dalla giustizia di New Delhi dopo oltre 4 anni dalla morte di due pescatori al largo della costa del Kerala.

Pranzo ufficiale tra i due premier, le rispettive consorti e delegazioni nell’esclusiva Sala degli Elementi al 3° piano di Palazzo Vecchio, da cui si gode (anzi si sarebbe goduto, se la pioggia non ci avesse messo il suo) un panorama mozzafiato tra piazza Santa Croce, l’Arno e piazzale Michelangelo. Pranzo separato invece per il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova con un’altra delegazione governativa del Giappone all’interno del Salone dei Dugento, completamente svuotato per l’occasione da tutti gli arredi e strutture utilizzate per le sedute del Consiglio Comunale.

Al termine, mentre il sole comincia faticosamente a spuntare tra le nuvole, la visita di Renzi e Abe continua attraverso la Galleria degli Uffizi, il corridoio Vasariano fino a Palazzo Pitti. Alla fine, di sorrisi, fotografie e inchini alla giapponese si è ormai perso il conto.

 

 

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