Terremoto Friuli 1976: le foto testimonianza di Vigili del Fuoco ed Esercito

Vigili del Fuoco e soldati dell'Esercito nel pieno del dramma del Friuli

Vigili del Fuoco e soldati dell’Esercito nel pieno del dramma del Friuli (Foto CD Vigili Fuoco Udine)

UDINE – Pubblichiamo storiche foto del catastrofico terremoto del 6 maggio 1976 in Friuli (oggi è il 40° anniversario) uscite dagli archivi dei Vigili del Fuoco e dell’Esercito Italiano. Sono immagini che parlano da sole, alcune urlano. Una preziosa testimonianza del dramma della popolazione friulana, tanti edifici crollati come un castello di carta, rovine, voglia di non rassegnarsi. Ma altrettanto vive, a 40 anni di distanza, le immagini dei volti dei soccorritori in lotta contro il tempo e la fatica.

Ore 21.00 del 6 maggio 1976. Una scossa di magnitudo 6,5 Richter, con epicentro tra Gemona e Artegna in provincia di Udine, devasta un’area di oltre 5500 chilometri quadrati. I morti saranno 989, tra cui 32 militari dell’Esercito. A questi si aggiungeranno successivamente 4 Vigili del Fuoco morti in un incidente di elicottero durante i soccorsi. Decine di migliaia gli sfollati. Oltre 20 mila abitazioni distrutte, 80 mila quelle danneggiate.

Complessivamente nelle zone del terremoto operarono oltre 18.000 uomini in divisa, con più di 3200 automezzi: Esercito (14mila militari), Carabinieri (3000), Polizia (1200), Vigili del Fuoco (900), ma anche Marina, Aeronautica, Guardia di Finanza, Croce Rossa Italiana. Sul posto anche Vigili del Fuoco austriaci, francesi e iugoslavi, nonché militari americani, canadesi e tedeschi. Migliaia i volontari arrivati complessivamente da ogni parte d’Italia.

Sul sito web dell’Esercito è partita in questi giorni l’iniziativa «1976-2016 a 40 anni dal terremoto». Chiunque può lasciare una testimonianza, una foto, un ricordo di quei giorni, inviando una mail a friuli1976.esercito@gmail.com. I contributi migliori saranno pubblicati sul sito della forza armata.

Iniziano qui sotto le Fotogallery. Riconoscete un familiare o un amico?

 

FOTO DOCUMENTO DEI VIGILI DEL FUOCO 

(per gentile concessione del Centro Documentazione Fotografico del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Udine)

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LE FOTO DEGLI ARCHIVI DELL’ESERCITO ITALIANO

 

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Sandro Addario

Sandro Addario

Commenti (1)

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    Anna Maria

    |

    Quel giorno, 6 maggio 1976, abitavo a Venezia in Calle Minelli di fronte al ponte dell’Accademia. Ero sola perché mio marito Tindari Baglione era già stato trasferito a Firenze ed io, insegnante, stavo finendo l’anno scolastico. Alle 21 cominciarono le scosse di terremoto: i mobili si spostavano, i lampadari oscillavano velocemente, i quadri sembravano ruotare quasi a 360°. Il mio primo pensiero fu: non vedrò più mio marito e i miei genitori. Il secondo: trovare un posto dove ripararmi. Per fortuna tutto cessò ad un tratto. Mi affacciai alla terrazza, la calle e la piazza erano gremite di persone impaurite. Solo dopo ho saputo della grande tragedia, delle distruzioni e dei tanti morti nel Friuli. Venezia invece si era salvata.

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