Usa 2016, contro Trump ora scende in campo il New York Times

Donald Trump nel 2013 con le concorrenti di Miss Usa,

Nella foto del Nyt, Donald Trump nel 2013 con le concorrenti di Miss Usa, quando il concorso era da lui finanziato

NEW YORK – Comincia a dare fastidio l’ormai probabile candidatura del repubblicano Donald Trump alle elezioni presidenziali Usa del prossimo novembre 2016. Ed ecco che, puntuale, inizia la campagna denigratoria, non quella sul piano politico ma personale.

Chi si muove è il New York Times, che nelle ultime tre elezioni presidenziali ha sempre sostenuto il candidato del Partito Democratico e che già dall’inizio delle primarie non nasconde la sua preferenza per Hillary Clinton.

Cosa fa il quotidiano newyorchese? Tira fuori in data 14 maggio un’inchiesta dall’accattivante titolo: «Oltrepassare il limite. Come Donald Trump si è comportato con le donne in privato». Un tema che attira certamente l’attenzione dell’elettore americano, da sempre particolarmente sensibile al gossip. Guardando però il servizio, si scopre che potrebbe essere facilmente ribattezzato come «Sotto il titolo niente».

Si tratta della sintesi di interviste a «dozzine di donne che hanno lavorato con o per Mr. Trump negli ultimi 40 anni». In tutto «più di 50 interviste condotte nel corso di sei settimane». Di fatto più di una al giorno, festivi compresi.

Cosa ne esce? Dai sottotitoli: «advances non apprezzate, scaltra ambizione, comportamento inquietante sul posto di lavoro nel corso di decenni». Qualche lettore assetato di gossip storcerà la bocca. Magari si aspettava una storia come quella dell’ex presidente del Fondo Monetario Internazionale Dominique Strauss-Kahn (temibile potenziale rivale elettorale del presidente francese François Hollande) arrestato a New York nel 2011 con l’accusa di tentata violenza sessuale ai danni di una cameriera di un albergo. Ma niente di tutto questo.

Quello che viene fuori dalle tante interviste del Nyt è il ritratto di Trump come uomo ricco e potente, complesso e a volte contraddittorio, famoso e provocatore. Per alcune donne era gentile e incoraggiante, per altre non lo era affatto. «Gli piaceva millantare le sue prodezze sessuali e la capacità di conquistare le donne, senza curarsi di chi aveva a fianco» dice una delle persone intervistate. Sottolineando comunque una cosa inoppugnabile: «Lui aveva il potere, le donne no».

Di accuse specifiche o eventuali reati sessuali però non si parla. O non ci sono o sono tenuti nel cassetto degli avversari di Trump e utilizzati (è un classico) a orologeria. Di certo se la campagna elettorale di Hillary Clinton – probabile candidata democratica alla Casa Bianca anche se ha perso le ultime tre primarie su quattro – scenderà sui gossip, si troverà indubbiamente su un terreno scivoloso. Soprattutto per una che si chiama Clinton, il cui marito presidente degli Stati Uniti dal 1993 al 2001 fu sottoposto a impeachment per lo scandalo sessuale Lewinsky e poi assolto dal Senato dopo aver ammesso di aver pubblicamente mentito sulla sua relazione con un’assistente della Casa Bianca.

 

 

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