Boston: primo trapianto di pene al mondo su un malato di cancro

Il Massachusetts General Hospital di Boston

Il Massachusetts General Hospital di Boston

BOSTON (Usa) – Primo trapianto di pene negli Stati Uniti. Il primo al mondo per un malato di cancro. L’operazione perfettamente riuscita è avvenuta presso il Massachusetts General Hospital di Boston. L’uomo che ha subito l’intervento si chiama Thomas Manning, 64 anni, un impiegato di banca. Era malato di cancro.

La notizia è riportata oggi 16 maggio dal New York Times, che riferisce che il pene proveniva da un donatore deceduto. L’intervento, durato 15 ore, si è svolto tra l’8 e il 9 maggio 2016.

Thomas Manning (foto NYTimes)

Thomas Manning (foto NYTimes)

Il paziente, seduto su una sedia nella sua stanza di ospedale, si è detto felice di potersi alzare dal letto la prima volta dopo l’operazione. «Sto bene e non ho sentito quasi nessun dolore. Voglio tornare presto a stare come prima».

«Ottimista con cautela» si è dichiarato il dottor Curtis L. Cetrulo, un chirurgo plastico e ricostruttivo e leader del team chirurgico di Boston. Se tutto va bene, c’è la possibilità – riferisce ancora il Nyt – che il signor Manning possa tornare ad avere una minzione normale nel giro di poche settimane. Per la funzione sessuale ci vorrà più tempo ma è un traguardo possibile: si parla di settimane o mesi.

«È una notizia molto importante per tutto il mondo scientifico. Soprattutto perché è il primo caso al mondo di trapianto di pene in un paziente oncologico» ha commentato il professor Nicola Mondaini, andrologo fiorentino e tesoriere della Società Italiana di Andrologia. «Mentre nei paesi occidentali il tumore al pene è un evento rarissimo, appena 0,7 ogni 100.000 uomini – prosegue Mondaini raggiunto da OsservatoreLibero.it – in altre zone del mondo come soprattutto il Sud America la percentuale sale a ben il 10% di tutti i casi di tumore. Da qui la notizia che arriva da Boston apre sicuramente uno scenario confortante per fronteggiare la situazione nei paesi più a rischio».

L’intervento di Boston, pur estremamente importante sul piano scientifico, non è il primo caso in assoluto di trapianto del pene. Il primo avvenne nel 2006 in Cina a un paziente che però dopo 40 giorni ebbe un «rigetto psicologico» e chiese di farsi operare di nuovo per togliere definitivamente il pene trapiantato. Il secondo caso avvenne nel 2014 in Sud Africa ad un ragazzo, che aveva subito una circoncisione sbagliata e al quale fu parzialmente ricostruito il pene amputato.

 

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Sandro Addario

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