Lo skipper alla Guardia Costiera: «Avete rischiato la vita per salvare la mia»

Il recupero del Pokhara

Il recupero del Pokhara

VIAREGGIO – «Avete rischiato la vostra vita per salvare la mia. Ero solo in mare e ho scoperto una grande famiglia: la Guardia Costiera». Storia di ordinario eroismo che sarebbe rimasta nascosta nel quotidiano oblio, se uno skipper francese, Jean-Yves Boué di 60 anni, non avesse scritto il 17 maggio , appena convalescente, una mail di ringraziamento alla Capitaneria di porto di Viareggio.

NAUFRAGIO – Era stato salvato, davvero per miracolo, davanti all’imboccatura della darsena il 27 aprile 2016 mentre tentava invano di avvicinarsi al porto con il «Pokhara», la sua barca a vela di 8 metri. Era partito dalla Francia e aveva fatto ultima tappa a Portovenere, prima di puntare su Viareggio dove avrebbe incontrato la figlia. Ma nell’ultimo tratto il mare era diventato proibitivo, anche per uno skipper esperto tanto che Boué aveva perso il controllo della barca. Ferito al volto e a un occhio aveva fatto in tempo a buttare in mare una zattera e a lanciare un razzo di segnalazione. La Guardia Costiera, già allertata della situazione, aveva appena fatto in tempo a recuperare lo skipper in acqua e a portarlo a terra con la motovedetta CP813, mentre il «Pokhara» ormai in totale balia del mare e del vento si sarebbe poco dopo spiaggiato davanti allo stabilimento balneare «Balena».

LA MAIL – «Miei cari salvatori – scrive Boué ai militari della Capitaneria di porto viareggina – sono attualmente in convalescenza a seguito del mio naufragio nel vostro porto di Viareggio e nella vostra magnifica regione Toscana. Non ho il pieno utilizzo del mio occhio, che è sempre parzialmente velato a causa del colpo subito dal boma al momento del naufragio».

«Il 27 Maggio – prosegue lo skipper – farò un ulteriore controllo dall’oculista per valutare lo stato del mio occhio; attualmente mi interessa, come priorità, riacquistare una buona vista. Tengo a sottolineare la professionalità che avete dimostrato il 27 Aprile 2016 e i rischi che avete corso per salvarmi la vita con un mare così agitato. Ho percepito, da parte vostra, molta abnegazione e umanità, fuori dal comune, nel confortarmi in questa prova. Ero da solo in mare e ho scoperto una grande famiglia ‘La Guardia Costiera’, che ha saputo darmi grande conforto e alleviare la preoccupazione mi ha fortemente sostenuto in questo calvario e fatto tirare un sospiro di sollievo ai miei figli, Anaïs e Yvonnick, a mia moglie Florence ed ai miei cari. Vi sono grato che abbiate rischiato la vostra vita per salvare la mia. Grazie mille». Firmato Jean-Yves Boué, skipper del Pokhara.

RECUPERO – L’imbarcazione martedì 17 maggio è stata rimossa dal punto dell’incaglio sulla spiaggia davanti al Bagno Balena. Lo scafo, attorno al quale era stata scavata una fossa per facilitare le operazioni, è stato sollevato con un’autogru e posto su un rimorchio per il definitivo trasferimento dal litorale. Il Pokhara verrà quindi demolito per espressa volontà del suo skipper, ancora provato per la brutta avventura che lo ha comunque reso un «miracolato».

 

La barca Pokhara spiaggiata sul litorale

La barca Pokhara spiaggiata sul litorale il 27 aprile 2016

 

 

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Sandro Addario

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