Giornata del Decorato 2016: la memoria che aiuta il futuro

La celebrazione della Giornata del Decorato a Firenze

La celebrazione della Giornata del Decorato a Firenze

FIRENZE – «La nostra missione è fare memoria. Ricordare chi ha dato tutto alla Patria, dalla gioventù fino al sacrificio della vita, senza nulla chiedere in cambio». È la figura del Decorato al Valor Militare, descritta così dal generale Bruno Stegagnini, presidente della sezione fiorentina dell’Istituto Nazionale del Nastro Azzurro, in occasione dell’annuale Festa del Decorato che si è svolta martedì 24 maggio nel cortile della caserma Vannini in piazza San Pancrazio.

Un ricordo semplice ma sentito di tanti valorosi militari, non solo in guerra ma anche in tempo di pace, che hanno visto premiato un loro gesto eroico con una medaglia. Oro, argento o bronzo tutte unite da una comune base di coraggio e di altruismo. Molte quelle concesse alla memoria.

Un lungo elenco quello dell’«albo» del Nastro Azzurro, il colore del nastro delle medaglie al valor militare. Militari ed ex combattenti in guerra che oggi non ci sono più, ma il cui esempio per le future generazioni è assicurato anche dalla presenza, tra i soci dell’Istituto, di figli e familiari dei decorati. Un passaggio ideale di «testimone» – è stato sottolineato – che non deve conoscere limiti nel tempo.

Alla cerimonia di Firenze erano presenti anche rappresentanti delle federazioni di Pistoia e Prato e di numerose associazioni d’arma. Tra le autorità intervenute il presidente della Corte d’Appello della Toscana Margherita Cassano e il generale di divisione Gianfranco Rossi comandante dell’Istituto Geografico Militare. Una funzione religiosa è stata officiata da don Paolo Cerquitella parroco della chiesa fiorentina dei SS.Apostoli e da Fra Cesare Bedogné, cappellano militare della Scuola Marescialli dei Carabinieri.

Al termine un particolare ricordo è stato rivolto a due decorati al valor militare già iscritti alla federazione fiorentina e recentemente scomparsi. Si tratta del Sergente Aldo Quercioli di Fiesole, medaglia di bronzo, e del generale di squadra aerea Vittorio Marotta, medaglia d’argento scomparso il 28 gennaio 2016 a Firenze. Un cognome che evoca eroismo e senso del dovere: suo fratello era il capitano di corvetta Saverio Marotta, morto nel 1943 al comando di Nave Perseo della Marina Militare attaccata dagli inglesi. Sul suo petto una medaglia d’oro, due d’argento e tre di bronzo al valor militare.

 

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Sandro Addario

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