Il prezzo della fedeltà: in un libro il dramma del carabiniere Giangrande

L'incontro tra Papa Francesco e Giuseppe Giangrande il 10 novembre 2015 durante la visita del Pontefice a Firenze

L’incontro tra Papa Francesco e Giuseppe Giangrande il 10 novembre 2015 durante la visita del Pontefice a Firenze

FIRENZE – Non è gratis la fedeltà all’Arma dei Carabinieri, sancita dallo storico motto «Nei secoli fedele». È una fedeltà che ha un costo non solo in termini di sacrifici e rinunce, ma anche di rischio. Come quello di essere sulla traiettoria di un proiettile che ti rende paralizzato a vita, senza poter più avere l’esistenza che avevi sognato per te e per la tua famiglia.

È il caso quest’ultimo del maresciallo Giuseppe Giangrande, 52 anni già del VI Battaglione Toscana, ferito a vita il 28 aprile 2013 a Roma davanti a Palazzo Chigi, dove stava effettuando servizio di sorveglianza. La mattina in cui al Quirinale stava giurando il nuovo governo presieduto da Enrico Letta.

Il prezzo della fedeltà - copertina (small)È lui il protagonista del libro «Il prezzo della fedeltà» presentato oggi 27 maggio a Firenze nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio. Uscirà nelle librerie il 31 maggio (Mondadori Editore). Fortemente voluto dal Comandante Generale dei Carabinieri Tullio Del Sette e dal Vice comandante Generale Antonio Ricciardi che lo ha proposto, lo ha scritto un colonnello dell’Arma, Roberto Riccardi attuale comandante provinciale a Livorno, giornalista e già autore di numerosi saggi e romanzi.

Un evento quello odierno a Firenze dove è voluta essere presente il ministro della Difesa Roberta Pinotti. Al convegno, moderato da Gianni Letta, hanno partecipato il cardinale arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luca Lotti, il sindaco di Firenze Dario Nardella, il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana.

Il libro ripercorre la vicenda di Giuseppe Giangrande, eroe dei nostri giorni, che ha scelto di combattere tutta la vita per la legalità e che ora si trova a combattere, con tenacia, su un fronte ancora più duro, quello che per mesi lo ha costretto in un letto di ospedale e che ora gli concede solo pochi movimenti.

È la storia anche di sua figlia Martina, cui in quell’inizio del 2013 è cambiata la vita. Prima ha perso la madre, poi, tre mesi dopo, la tragica sparatoria al padre. Tre giorni dopo (maggio 2013) avrebbe dovuto firmare un contratto di lavoro a tempo indeterminato a Prato, dopo anni da precaria. Ha rinunciato anche a quello pur di stare accanto al babbo Giuseppe. Ora entrambi vivono con la pensione di invalidità e con il vitalizio statale per le vittime del terrorismo, due sussidi che non sono reversibili verso i figli. «Anche per lei la fedeltà ha un prezzo alto» scrive il Comandante Generale Del Sette nella sua prefazione. «Ogni giorno – ha detto tra l’altro Martina – ringrazio tutti, non solo l’Arma dei Carabinieri ma i volontari della Croce Rossa che entrano tutte le mattine a casa mia per aiutarmi ad assistere mio padre. Dico loro: mi avete dato una seconda vita».

Un capitolo del libro riguarda anche la vicenda del collega di Giangrande, il Carabiniere scelto Francesco Negri, anche lui ferito alle gambe in modo meno grave. Quel 28 aprile ha istintivamente impugnato la pistola per difendersi ma subito dopo l’ha posata, perché la piazza davanti a Palazzo Chigi era affollata e non voleva colpire persone innocenti.

Come pure la vicenda di due colleghi accorsi subito accanto ai due feriti. Il brigadiere Delio Marco Murrighile e l’appuntato Ciro Cafiero. Il primo con un giaccone forato da un proiettile in entrata e in uscita, che miracolosamente non lo ha toccato. L’altro che ha effettuato gli interventi di primo soccorso a Giuseppe Giangrande in attesa dell’arrivo dei medici e del 118.

Per l’autore, il colonnello Riccardi (già direttore della Rivista Il Carabiniere), non è la prima esperienza editoriale. Ma questa volta, ammette, è stato diverso. «Mi ha colpito soprattutto – ha detto Riccardi a margine della giornata fiorentina – la grande forza d’animo del maresciallo non solo di reagire al suo dramma, ma di saper affrontare con tenacia giorno dopo giorno il suo futuro. Grazie anche a Martina da cui ho imparato molto su cosa significa essere figlio».

«Possiamo chiamarli Vittime – è scritto nella presentazione del libro – possiamo chiamarli Eroi. La cosa importante è non dimenticarli».

 

Il maresciallo Giangrande e alle sue spalle il ministro Pinotti, il sottosegretario Lotti, il generale Del Sette, Martina Giangrande, il sindaco Nardella

Il maresciallo Giangrande e alle sue spalle il ministro Pinotti, il sottosegretario Lotti, il generale Del Sette, Martina Giangrande, il sindaco Nardella

 

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IL PREZZO DELLA FEDELTÀ

  • di Roberto Riccardi
  • Mondadori Editore
  • Collana Varia saggistica italiana
  • Pubblicato 31/05/2016
  • Isbn o codice id 9788804665564
  • Acquistabile anche on-line

 

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Sandro Addario

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