Invasione di api a Firenze e Toscana. Come difendersi

Un alveare di api

Un alveare di api

FIRENZE – Le api sciamano e ‘puntano’ su Firenze. In una sola giornata, quella di sabato 28 maggio, sono state oltre 200 le telefonate al 115 dei Vigili del Fuoco. Tutte per la stessa ragione: «C’è un grosso sciame d’api davanti a casa nostra. Non sappiamo come fare. Aiutateci».

ALLARME – Una buona parte delle chiamate è arrivata dalla zona della centralissima piazza della Repubblica, nel cuore della Firenze storica tra il Duomo e Ponte Vecchio. Altre dalla zona di Novoli più a ovest. Ma tante altre da tutta la provincia fiorentina. Richieste di aiuto per le api anche dalle province di Siena e Pistoia. In quest’ultima città se ne sono contate almeno una trentina.

SCIAMATURA – Ma cosa è successo in pratica? Quello che in natura accade da sempre. Il fenomeno della sciamatura, che si verifica quando all’interno di un favo (la casetta delle api) due api regine sono di troppo e una deve abbandonare quella dimora per non essere uccisa dall’altra. È la legge della sopravvivenza, che funziona in modo inflessibile anche nel mondo delle api.

SCIAME – Ma la regina ‘uscente’ quando lascia il favo si porta dietro tante altre api, attratte dai suoi ormoni. Da qui lo sciame, anche di centinaia di insetti, che può trovarsi anche a poca distanza da balconi, persiane, avvolgibili di una finestra (specie quelli che non si aprono mai), cavità di un albero: tutti luoghi ideali dove si può trovare un favo, che può essere di dimensioni anche di decine di centimetri, dove vivono le api e vi depositano il miele.

PUNTURA – Cosa fare in questi casi? La risposta è più semplice di quanto si pensi: nulla. Non è certo i caso di tentare di scacciare le api. Sono tante e solo quando si sentono attaccate si difendono con l’unico modo che possono: pungendo l’ «avversario» con il proprio velenoso pungiglione. In caso di puntura da un’ape (come quella da una vespa o un calabrone) le conseguenze possono essere anche gravi come uno shock anafilattico per le persone allergiche. Il problema è che nella maggior parte dei casi nessuno sa di essere allergico alle punture di insetti finché non gli capita per la prima volta. Necessario in questi casi ricorrere immediatamente alle cure di un medico, almeno che non si sappia già di essere allergici e avere sempre in tasca il farmaco giusto.

DIFESA – Il consiglio più giusto – come ripetono gli stessi Vigili del Fuoco – è quello di tenersi lontano il più possibile dallo sciame d’api. Di norma si allontana da sé, quando è indisturbato, nel giro al massimo di qualche ora, se non prima. Per rimuovere il favo delle api da una posizione a rischio (come la persiana di casa propria) o il cavo di un muro è necessario l’intervento di un apicoltore. Per contattarli ci sono numerosi siti internet in tutte le regioni italiane. I Vigili del Fuoco possono intervenire solo quando il favo è in un posto irraggiungibile e allora si deve utilizzare l’autoscala.

APICOLTORI – Sono gli apicoltori che, opportunamente protetti, sanno come fare ad attirare l’ape regina (e poi via via tutto lo sciame) in un’arnia e portarla via. Senza uccidere neanche un’ape perché è un pur sempre una specie protetta, indispensabile non solo per la produzione del miele ma per l’impollinazione e la successiva riproduzione di molte piante. Purché sia lasciata lavorare.

CARABINIERE – È quanto è successo, tra i tanti episodi, a Montepulciano (Siena) dove il comandante dei carabinieri della stazione di Trequanda, apicoltore per hobby, è intervenuto a riportare la calma dopo che uno sciame d’api aveva occupato il balcone di un’abitazione. Sul posto erano anche arrivati i Vigili del fuoco che, però, al momento non avevano idonea attrezzatura per affrontare le api. L’’intervento del carabiniere-apicoltore ha permesso invece di mettere in sicurezza api e cittadini, tra gli applausi di quest’ultimi.

BOBOLI – Analogo allarme anche nel Giardino di Boboli a Firenze, tra venerdì 27 e sabato 28 maggio, per un maxi sciame di api nei pressi di un albero. La zona del parco è stata transennata fino alla conclusione dell’intervento di un apicoltore dorato diverse ore.

 

 

 

 

 

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Sandro Addario

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