Morto Muhammad Ali a 74 anni

Cassius Clay (a sin.) contro Sonny Liston nel 1964

Cassius Clay (a sin.) contro Sonny Liston nel 1964

PHOENIX (Usa) – Muhammad Ali, conosciuto anche come Cassius Clay, è morto a 74 anni a Phoenix in Arizona, negli Stati Uniti. Il decesso, avvenuto nella notte tra venerdì 3 e sabato 4 giugno ora italiana, è stata confermato da Bob Gunnell, un portavoce della famiglia. Era ricoverato in ospedale da un giorno. Soffriva da oltre 30 anni del morbo di Parkinson.

Il tre volte campione del mondo dei pesi massimi e oro olimpico a Roma 1960, Muhammad Ali è stato a lungo una delle icone del pugilato di tutti i tempi. Aveva lasciato la boxe nel 1981. La malattia di cui soffriva fu resa ancora più nota al mondo, per il tremore alle mani quando nel 1996 accese la torcia alle Olimpiadi di Atlanta nel 1996.

È stato a lungo anche un personaggio pubblico. Nato a Louisville in Kentucky con il nome di Cassius Marcellus Clay Jr., lo cambiò Muhammed Ali nel 1964, dopo essersi convertito all’Islam. Divenne uno dei simboli per il movimento di liberazione dei neri negli Stati Uniti durante gli anni ’60, anche per aver sfidato il governo americano, opponendosi all’arruolamento nell’esercito per motivi religiosi. E’ stato sposato quattro volte e ha nove figli.

Molto rare da anni le sue apparizioni pubbliche. In quelle più recenti è stato visto molto sofferente. Come lo scorso 9 aprile alla «Celebrity Fight Night» a Phoenix, per una raccolta fondi a favore della ricerca contro il Parkinson, sorretto per tutto il tempo e con il viso nascosto dietro un paio di occhiali scuri.

Ecco la biografia di Muhammad Ali

 

Cassius Clay accende la torcia alle Olimpiadi Atlanta 1996

Cassius Clay accende la torcia alle Olimpiadi Atlanta 1996

 

 

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