Addio a Bud Spencer, il gigante buono del cinema italiano

Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer

Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer

ROMA – L’attore Bud Spencer, nome d’arte di Carlo Pedersoli, è morto in un ospedale di Roma lunedì 27 giugno. Aveva 86 anni. Era conosciuto da tutti come il gigante buono del cinema italiano, che per anni ha fatto coppia fissa con Mario Girotti, in arte Terence Hill. Dagli western all’italiana ai film comici ma intelligenti, che hanno fatto sorridere più di una generazione

Bud Spencer era nato a Napoli, nel quartiere di Santa Lucia, il 31 ottobre 1929. Vive la sua infanzia a Roma e poi, dopo la guerra, la sua famiglia si trasferisce a Rio de Janeiro. Fa l’operaio, il bibliotecario, perfino il segretario d’ambasciata. Rientrato a Roma riprende gli studi e la passione per il nuoto, dove fin da piccolo si era distinto. Per il suo fisico viene scritturato come comparsa nel film ‘Quo Vadis?’. Nel 1955 il regista Mario Monicelli gli affida il il ruolo di protagonista in ‘Un eroe dei nostri tempi’ . Dopo una nuova parentesi di vita a Rio de Janeiro, Spencer (che ancora si chiama Pedersoli) è protagonista nel western ‘Dio perdona io no’ nel 1967 con la regia di Giuseppe Colizzi. È qui il suo incontro con Mario Girotti, dieci anni più giovane di lui: i due alla fine del film decidono di cambiare i rispettivi nomi. Carlo diventerà Bud Spencer (dal nome della birra Bud la sua preferita e quello del suo idolo cinematografico Spencer Tracy) mentre Mario diventerà Terence Hill, l’odierno Don Matteo della sempreverde fiction televisiva.

Dopo il primo western in coppia, arriva il secondo di ancora maggior successo: «Lo chiamavano Trinità». È l’inizio di una quindicina di film, tutti con lo stesso stile: del gigante con la barba – da ciow boy a poliziotto moderno – che picchia forte, senza mai usare un’arma, a fin di bene.

L’ultima apparizione in tv è stata nel 2010 con «I delitti del cuoco» fiction di Canale 5. E nel 2015 era stato festeggiato a Napoli con una medaglia e una targa per la sua lunga carriera che gli aveva consegnato il sindaco De Magistris a Palazzo San Giacomo in nome della sua città.

 

 

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