Aria inquinata: su Nave Vespucci il primo studio dal mare

Su Nave Vespucci strumenti del Cnr per controllare l' aria sul mare

Su Nave Vespucci strumenti del Cnr per controllare l’ aria sul mare

da NAVE VESPUCCI – L’inquinamento dell’ aria che respiriamo si misura oggi anche sulla superficie del mare. La novità arriva da bordo di Nave Amerigo Vespucci, il leggendario vascello della Marina Militare attualmente in navigazione nei mari italiani, dove sono installate speciali apparecchiature messe a disposizione dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima (Isac) del CNR, che passano al setaccio miliardi di particelle sospese nell’ aria, misurabili in millesimi di millimetro. Una «piattaforma mobile» di eccellenza messa a disposizione della ricerca.

L’esperimento – chiamato «Dual Use Vespucci» dal connubio tra mondo scientifico e Marina Militare – consente per la prima volta nel Mediterraneo di effettuare un’indagine scientifica di questo tipo, lungo quasi tutto il periplo della penisola italiana. Il target è di mettere sotto osservazione il trasferimento dall’acqua del mare in aria di numerose cause di inquinamento: dagli agenti biologici pericolosi per la salute, alle microplastiche, agli idrocarburi in arrivo dalle coste o emessi da navi di tutte le nazionalità in transito nei nostri mari.

Un esame durato oltre 2000 miglia nautiche attraverso il mar Adriatico, Ionio e Tirreno. Imbarcati a Bari il 9 maggio sul Vespucci, gli strumenti Isac-Cnr hanno «fiutato» l’aria lungo una rotta verso Trieste e Venezia e quindi verso Ancona, Messina, Trapani, Genova, La Spezia. Ultima tappa oggi 28 giugno a Napoli, dove il Vespucci si fermerà fino al 2 luglio per poi terminare la sua navigazione a Livorno il 4 luglio.

Nella città toscana verranno sbarcate tutte le apparecchiature, cariche di preziose e inedite rivelazioni sulla qualità dell’ aria marina, che verranno quindi prontamente esaminate presso la sede dell’Isac a Bologna.

«Lo scopo fondamentale della ricerca – spiegano Maria Cristina Facchini, coordinatore scientifico Isac e Maurizio Busetto capo missione sul Vespucci – è studiare come il più importante inquinante atmosferico nelle aree mediterranee, il cosiddetto particolato atmosferico (PM), si trasferisce dall’acqua marina all’aria e come l’atmosfera sul mare sia inquinata dalle navi e dalle aree costiere industrializzate e densamente popolate».

Tra le strumentazioni avanzate che hanno viaggiato con il Vespucci – guardate a vista da un tecnico Isac-Cnr – c’è un «Aerosol Chemical Speciation Monitor» (Ascm) che misura in continuo la concentrazione atmosferica di componenti dell’aerosol: organici, solfati, nitrati e ammonio. Permette inoltre di investigare proprietà chimiche e origine dei composti organici presenti. Ma c’è anche un misuratore di «Black carbon» che traccia i processi di combustione che avvengono sulle rotte marittime nonché un contatore ottico dei miliardi di particelle potenzialmente inquinate presenti nell’aria.

«Mediante queste tecniche – dicono all’Isac – si comprende il contributo delle varie sorgenti naturali (ad esempio lo spray marino prodotto dalle onde o le polveri sahariane) ed antropiche (prodotti della combustione o inquinanti trasportati dalla terraferma) al carico di particolato atmosferico nel bacino mediterraneo. Le ricadute sono determinanti per lo studio dell’impatto delle attività umane sulla salute e sul cambiamento climatico».

 

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Sandro Addario

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