Andria, 5000 persone ai funerali di 13 delle vittime dello scontro ferroviario

Alcune delle bare allineate nel Palasport di Andria

Alcune delle bare allineate nel Palasport di Andria

ANDRIA (Ba) – Oltre 5000 persone hanno partecipato oggi 16 luglio ai funerali di 13 delle 23 vittime dell’incidente ferroviario tra Andria e Corato in Puglia avvenuto martedì 12 luglio. La funzione religiosa si è svolta nel Palasport di Andria, dove in prima fila c’erano, tra gli altri, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la presidente della Camera Laura Boldrini.

Tantissimi giovani presenti accanto ai familiari, parenti e conoscenti delle vittime, nonostante la pioggia battente. Numerosi palloncini bianchi con la scritta «Ciao piccola Jole» sono stati legati alle ringhiere delle gradinate della struttura sportiva, trasformata in luogo di preghiera.

«Temiamo che per troppi anni e per tante persone queste terre siano state considerate le periferie dell’Italia, quelle periferie alle quali il nostro Papa Francesco ha fatto tante volte riferimento» ha detto il vescovo di Andria Luigi Mansi. «Speriamo che si sospenda questo fare» ha aggiunto. «Le nostre coscienze sono state addormentate da prassi che ci sembrano normali ma non lo sono: quella prassi dell’economia in cui non si pensa alla vita delle persone ma alla convenienza e all’interesse» ha detto il vescovo.

Tra i presenti anche il comandante generale della Guardia di Finanza Giorgio Toschi, che al termine della cerimonia ha incontrato il brigadiere Giuseppe Tempesta, in servizio alla Compagnia di Andria delle Fiamme Gialle, rimasto ferito mentre si trovava su uno dei due treni coinvolti nell’incidente.

Sul fronte delle indagini sulla sciagura ferroviaria, la Guardia di Finanza di Bari ha avuto la delega ad acquisire atti presso Ferrotramviaria, Regione Puglia e «ovunque essi si trovino» sull’erogazione e la gestione dei finanziamenti europei e regionali relativi anche al mancato raddoppio della tratta Corato-Andria sui cui è avvenuto il disastro ferroviario.

Intanto si apprende che gli inquirenti hanno registrato un’alterazione «evidente», sui registri di almeno una stazione, dell’orario di transito di uno dei tre treni in viaggio sulla quella tratta il giorno del disastro ferroviario. La procura di Trani ha avviato accertamenti per capire se si sia trattato di un tentativo di almeno un ferroviere di coprire l’errore compiuto che ha portato al disastro.

 

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