Guerra civile in Turchia, l’Esercito contro il presidente Erdogan. Morti e feriti

Ponti sul Bosforo bloccati dall'Esercito

Ponti sul Bosforo bloccati dall’Esercito

ANKARA – Tentativo di colpo di stato in Turchia. Gran parte dell’Esercito si è schierato contro il presidente Recep Tayyip Erdoğan, al potere da 13 anni, undici dei quali come primo ministro. Le prime notizie sono arrivate poco prima delle 22 di venerdì 15 luglio, quando l’attenzione di tutto il mondo era ancora puntata sulla strage terroristica di Nizza (oltre 80 morti) di appena 24 ore prima.

L’allerta è ai massimi livelli, dal momento che la Turchia è il 2° paese per dimensioni proprio dell’Esercito nell’ambito della Nato, dopo gli Stati Uniti.

Ankara e Istanbul sono di fatto bloccate. Chiusi due ponti sul Bosforo dall’Asia verso l’Europa. Chiuso anche l’aeroporto di Istanbul. Carri armati davanti al palazzo del Parlamento ad Ankara. Aerei militari F16 a bassa quota sia ad Ankara che a Istanbul.

Da poco la notizia che esplosioni si sono sentite presso la sede della tv di stato turca che è stata occupata dai militari «ribelli». Oscurato in tutto il paese il social network Twitter. Difficoltà di comunicazioni telefoniche, specie con l’estero dove è interrotto il roaming.

Giallo sulle sorti del presidente Erdogan (62 anni) che da Smirne, dove si sarebbe trovato in vacanza, ha fatto appena in tempo a lanciare un appello al paese a «resistere» ai golpisti. Dopo, di lui non sì è saputo più nulla. Secondo alcune fonti si sarebbe diretto in volo verso Ankara, senza però atterrarvi. Il suo aereo avrebbe quindi fatto rotta sulla Germania, da dove però sarebbe arrivato un rifiuto alla sua accoglienza. Altre voci hanno parlato quindi di rotta su Roma Ciampino, altre sul Qatar. Come si vede la situazione è tutt’altro che chiara, con Erdogan che – in volo – sta cercando con difficoltà di ottenere un permesso di atterraggio.

Nel frattempo, in base alle immagini che comunque arrivano dalla Turchia, si vedono migliaia di persone in strada, nonostante il coprifuoco imposto dai militari e gli appelli delle autorità locali a non uscire di casa. Molti si stanno preoccupando di prelevare contanti dai bancomat e di fare – dove possibile – scorte di viveri e di carburante. Molti altri starebbero invece manifestando contro i militari golpisti.

Da Roma l’emergenza turca è seguita ai massimi livelli. Il ministro della Difesa Roberta Pinotti è in costante contatto con lo Stato maggiore della Difesa, che sta monitorando la situazione anche a livello Nato. Al momento non sono state annunciate riunioni d’urgenza dei paesi dell’Alleanza Atlantica, ma non è detto che questo orientamento non possa cambiare anche a breve.

 

AGGIORNAMENTO ore 02.25 – Riappare Erdogan ma resta incertezza

L’aereo con a bordo il presidente Erdogan è atterrato a Istanbul. Lo annuncia il ministero della Difesa turco. Avrebbe volato per circa tre ore sul cielo della stessa Turchia, in attesa che la situazione a terra si normalizzasse e mentre tutto lo spazio aereo turco era dichiarato “no fly zone”. Una zona più che sicura per lo stesso Erdogan, che in pratica avrebbe fatto un “esilio” di appena qualche ora.

Si avvierebbe così, salvo nuovi rovesciamenti di fronte, verso il fallimento il tentativo di golpe attuato da reparti dell’Esercito. E come succede (quasi sempre) in simili circostanze, si cerca ora di minimizzare il numero dei «golpisti»: rappresentano solo «un piccolo gruppo» e «non ci sono motivi di preoccupazione». ha detto il 1° comandante dell’Esercito Umit Dundar.

Momento determinante è stato quando, dopo le 2 di notte ora italiana, la Tv statale Trt è tornata a trasmettere. I militari ne avevano lasciato la sede, dopo l’arrivo di una folta folla lealista che era riuscita ad entrare nell’edificio. Ma intanto sembra ora occupata e deserta la sede della Cnn turca.

L’incertezza regna dunque ancora ed è presto per scrivere la parola fine

 

AGGIORNAMENTO ore 10,29 – 200 MORTI TRA MILITARI E CIVILI

Il nuovo capo di stato maggiore (ad interim) dell’Esercito, generale Ümit Dündar, ha detto ai giornalisti a Istanbul che il tentativo di golpe «è stato messo in scacco». Il bilancio delle vittime in Turchia è pesante e provvisorio: 104 militari «ribelli» sarebbero stati uccisi e si registrano anche altri 90 morti, di cui 41 poliziotti, 2 soldati, 47 civili. I feriti sarebbero 1154 mentre 1563 i militari golpisti arrestati.

In un messaggio su Twitter (che ora è non è più oscurato) il presidente Erdogan invita la popolazione a «restare per strada» mettendo in guardia contro una «nuova infiammata» delle forze ribelli. Un messaggio peraltro discutibile (l’invito alla prudenza alla popolazione civile è di norma quella di restare in casa e non uscire), che lascia capire come la situazione non sia ancora del tutto tornata sotto il controllo del governo. Dalle notizie della notte, riportate dai media di tutto il mondo, sembra comunque che uno dei motivi del fallimento del golpe sia stata proprio la reazione inattesa della gente, scesa in strada davanti ai militari e ai carri armati che a quel punto (ma i veri motivi possono essere anche altri) non se la sarebbero sentita più di sparare contro cittadini inermi, abbandonando di fatto l’ipotesi golpista.

 

 

Sandro Addario

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