Olimpiadi 2016: no del Tribunale Cio a 68 atleti della Russia

Rischio squalifica per la squadra di atletica russa a Rio 2016

Rischio squalifica per la squadra di atletica russa a Rio 2016

LOSANNA – Sessantotto atleti della Russia rischiano di non essere ammessi alle Olimpiadi 2016 in programma a Rio de Janeiro in programma dal 5 al 21 agosto. La decisione è del Tribunale Arbitrale dello Sport (Tas) di Losanna, presieduto dall’italiano Luigi Fumagalli, un organismo del Cio (Comitato Olimpico Internazionale) creato nel 1984 con l’obiettivo di risolvere le controversie sportive di carattere transnazionale.

La «notizia bomba» è arrivata oggi 21 luglio, a circa due settimane dall’apertura delle Olimpiadi. È destinata, come si può capire, a non fermarsi qui e ad avere strascichi e reazioni fino all’ultimo minuto prima dell’accensione del fuoco olimpico a Rio.

In un comunicato pubblicato oggi 21 luglio sul sito del Tas, si annuncia che il Tribunale ha respinto la domanda di arbitraggio presentata dal Comitato Olimpico Russo (Roc) insieme a 68 atleti nei confronti dell’Associazione Internazionale delle Federazioni di Atletica (Iaaf). La questione deriva dalla cosiddetta accusa di «doping di Stato», secondo la quale molti atleti nel passato avrebbero fatto uso di sostanze dopanti, supportate dallo Stato e dai servizi segreti di Putin, per ottenere il massimo risultato in competizioni internazionali, come le Olimpiadi e la Paralimpiade di Sochi 2014. Per questo motivo la Federazione Nazionale Russa di Atletica (Rusaf) era stata sospesa dalla Iaaf.

Il Tas, che si è riunito ieri 20 luglio davanti a tutte le parti in causa – si legge nel comunicato dello stesso Tribunale Arbitrale – ha confermato la validità della decisione dell’Iaaf di ritenere esclusi da competizioni internazionali (conformemente alla Carta Olimpica) atleti che fanno parte di una federazione nazionale sospesa dalla stessa Iaaf.

Ma la questione non finisce qui. Al tempo stesso il Tribunale ha confermato che il Comitato Olimpico Russo non è abilitato a selezionare i partecipanti russi alle gare di atletica, a meno che … (e qui esce il «ponziopilatismo» del Cio) non «soddisfino i criteri dell’articolo 22.1A del Regolamento delle competizioni dell’Iaaf». Che però in pratica consente la possibilità per un atleta di essere ammesso eccezionalmente a una gara «se può dimostrare in maniera chiara e convincente di non essere stati coinvolto dal sistema antidoping russo». A questo atleta potrebbe essere concessa la «partecipazione alle Olimpiadi non per la Russia, ma per una bandiera neutra». Cosa praticamente impossibile.

«Non posso che esprimere la mia delusione» ha detto il ministro russo dello Sport Vitaly Mutko all’agenzia di stampa Tass. «Stiamo valutando le prossime tappe. Secondo me è una decisione soggettiva, molto politica e senza fondamento giuridico».

Scarica qui il Comunicato integrale del Tribunale Arbitrale dello Sport 

 

Il presidente russo Vladimir Putin (seduto) e il ministro dello Sport Vitaly Mutko

Il presidente russo Vladimir Putin (seduto) e il ministro dello Sport Vitaly Mutko

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Sandro Addario

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