Settemila forestali diventano carabinieri: ecco le tappe del passaggio

Il comandante generale dei Carabinieri Tullio Del Sette (al centro) durante un incontro a Firenze con il comandante regionale della Forestale per la Toscana Giuseppe Vadalà (a sin.) e il comandante delle Scuole della Forestale Umberto D'Autilia

Il comandante generale dei Carabinieri Tullio Del Sette (al centro) durante un incontro a Firenze con il comandante regionale della Forestale per la Toscana Giuseppe Vadalà (a sin.) e il comandante delle Scuole del Corpo Forestale Umberto D’Autilia

ROMA – Sono circa 7000 i Forestali che dal 2017 indosseranno la divisa dei Carabinieri. Quasi il 90% dell’organico del Corpo Forestale dello Stato verrà «accorpato» nell’Arma, con tanto di militarizzazione. Manca solo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto legislativo approvato dal Governo giovedì 28 luglio. Il testo definitivo rimane ancora top secret e verrà reso noto solo dopo il passaggio dalla Ragioneria Generale dello Stato e soprattutto dopo la firma del Capo dello Stato. Un passaggio che, salvo sorprese, dovrebbe essere relativamente breve.

L’annuncio dell’accorpamento lo ha dato quasi in diretta lo stesso Comandante Generale dei Carabinieri, il generale Tullio Del Sette, durante una cerimonia alla Scuola Marescialli di Firenze, giovedì 28 luglio. «Oggi è una giornata importante – ha detto – perché in questi momenti, mentre siamo qui, il Consiglio dei Ministri sta deliberando definitivamente il decreto legislativo che segna un riassetto delle forze di Polizia. Con esso è previsto il passaggio di gran parte delle funzioni e del personale del Corpo Forestale nell’Arma dei Carabinieri». Noi siamo pronti – ha sottolineato Del Sette – «onorando la storia di questo glorioso Corpo, che si occupa di un aspetto importantissimo della tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente».

LE PAROLE DEL COMANDANTE DEI CARABINIERI (AUDIO)

 

TAPPE – Le tappe del passaggio dei Forestali ai Carabinieri a questo punto, salvo improbabili ripensamenti dovrebbero essere queste:

  • agosto 2016 : diventa legge, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, quella che di fatto è la soppressione del Corpo Forestale dello Stato
  • gennaio/febbraio 2017: si avvia la fase operativa. I Forestali indosseranno la divisa dei Carabinieri, da cui si distingueranno solo per un distintivo di «specialità».
  • contemporaneamente dovrà essere avviata la necessaria – e graduale – formazione militare del «nuovo» personale. Sarà questo uno dei passaggi più delicati della riforma.

LINEA GERARCHICA – Quello che sembra certo è che gli ex Forestali non dipenderanno dai comandi territoriali dei Carabinieri, ma faranno capo direttamente al neo «Comando per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare dei Carabinieri». Una nuova «specialità» non lontana dai Nas o dai Noe, ma che sul piano organizzativo sarà staccata dall’attuale Comando delle Unità Mobili e Specializzate. Il comandante della nuova struttura sarà un generale di corpo d’armata dei Carabinieri, coadiuvato da un vice comandante, un generale di divisione (a due stelle) proveniente dalla Forestale.

ORGANICO – Gli appartenenti al Corpo Forestale dello Stato sono circa 8000. A questi si aggiungono gli «operai forestali», molte migliaia in tutta Italia ma del tutto estranei giuridicamente al Corpo. A diventare Carabinieri saranno circa 7000, salvo i già preannunciati ricorsi da parte di chi vuole mantenere lo status di civile. Degli altri 1000, quasi la metà andrà nei Vigili del Fuoco (cui viene delegata in via esclusiva la funzione antincendio), mentre gli altri dovrebbero confluire nella Polizia di Stato (specie i Forestali che hanno svolto attività anche di ordine pubblico) e nella Guardia di Finanza, in particolare gli esperti di soccorso in montagna e mare.

CASERME – Ferma quella che è la funzione di «sicurezza ambientale» da sempre attribuita e riconosciuta alla Forestale e che la riforma non intende (lo hanno ribadito più volte – forse troppe – gli stessi esponenti del governo Renzi) diminuirne obiettivi ed efficacia, non si ipotizzano, almeno nei primi tempi, chiusure di stazioni (il nucleo base) o di comandi della Forestale. Una scelta, che al là delle pur buone intenzioni, non potrà però durare a lungo. Anche se tra i motivi della decisione di «traghettare» i Forestali verso l’Arma c’è la reciproca ampia capillarità di presenza sul territorio (dalla grande città al più sperduto centro abitato di montagna) è difficile pensare che possano continuare a coesistere «separati» per lungo tempo ancora gli attuali comandi regionali e provinciali. Altrimenti la riforma diventerebbe solo di facciata e non porterebbe ai vantaggi annunciati. Ed è questo il rischio maggiore.

 

Un'operazione condotta da Carabinieri e Corpo Forestale

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Sandro Addario

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