Siena, ladro colleziona 3 arresti e 4 denunce in una settimana

Una volante del 113 (Foto Lazzeroni, concessa da Questura Siena)

Una volante del 113 (Foto Lazzeroni, concessa da Questura Siena)

SIENA – In una settimana è stato arrestato due volte e in quattro occasioni è stato denunciato. Solo al termine di questa interminabile caccia al ladro, il giudice ha deciso di convalidare l’arresto. Non in carcere ma ai domiciliari. E di braccialetto elettronico, per controllare eventuali (e possibilissimi) tentativi di fuga, non se ne sente parlare.

Storia di ordinario «contrasto» alla criminalità avvenuto in questi giorni a Siena. Protagonista un giovane di 27 anni, accusato di furto aggravato e ricettazione. È marocchino, ma potrebbe essere anche vietnamita o senese doc, cambierebbe poco. Dall’altra parte della «scena» ci sono i poliziotti delle Volanti della Questura di Siena e quelli del Commissariato di Poggibonsi.

L’ultima puntata di questa quanto meno singolare vicenda si svolge nella notte tra lunedì 1 e martedì 2 agosto, quando una Volante del 113 interviene in viale Bracci a Siena per un allarme antifurto presso il bar di un distributore di carburante. Il ladro era scappato con il suo bottino di sigarette e spiccioli, dopo aver infranto i vetri del locale. Mille frammenti che lo avevano ferito, tanto da lasciare un’indiscutibile scia di sangue durante la fuga. Puntualmente gli agenti hanno ritrovato poco dopo indumenti insanguinati abbandonati in un giardino con la refurtiva.

Un rapido giro negli ospedali e salta fuori il ricovero di un marocchino, con ferite di presumibile origine da taglio.

Lo straniero, identificato e bloccato subito dai poliziotti ha negato l’accaduto, anche se ha ammesso di essersi tagliato, a suo dire accidentalmente, con un vetro.

Non è stato creduto e per lui sono scattate le manette. Da una rapida ricerca negli archivi telematici di polizia era infatti saltato fuori che la stessa , nel corso dell’ultima settimana, è stato dapprima denunciato per furto aggravato su autovettura, poi arrestato per tentato furto aggravato e rimesso in libertà per mancata convalida dell’arresto. Sottoposto contestualmente all’obbligo di dimora, ha violato la misura per ben tre volte.

Due pacchetti di sigarette, la maglietta, i calzini e le scarpe del marocchino, intrisi di sangue, sono stati sequestrati e sottoposti ai rilievi da parte della Polizia Scientifica.

Si sono aperte le porte del carcere? Non ancora. Stavolta però prima di rimetterlo ancora in libertà, il giudice ha deciso per gli arresti domiciliari. Sono pur sempre reati di «lieve» entità e il soggetto (ladro presunto o certo, ma sempre ladro) non deve essere stato considerato particolarmente pericoloso, nonostante il suo record settimanale tra arresti e denunce. Tanto è vero che sembra non sia stato decisa l’applicazione del braccialetto elettronico per prevenire ulteriori fughe, cui evidentemente in precedenza era abbonato. Probabilmente con il piede ferito da schegge di vetro, potrebbe andare poco lontano. Ma intanto Polizia e Carabinieri dovranno aggiungere anche il suo indirizzo di casa tra quelli da controllare «senza preavviso> di giorno e di notte: Come se non ne avessero già a sufficienza. E se dovesse ancora allontanarsi? Nuove ricerche, nuova denuncia, nuovo arresto. Si ricomincia.

 

AGGIORNAMENTO DEL 3 ago 2016: EVASO E ARRESTATO PER LA TERZA VOLTA

Evidentemente aveva tutta la voglia di essere ospitato in carcere (almeno vitto e alloggio c’è) ma non riusciva a farlo capire al giudice e alla polizia. Puntualmente Adil El Ouardi, appena agli arresti domiciliari, ha pensato bene di uscire di casa di notte senza permesso (giuridicamente si chiama evasione) per andare a bere una birra in una strada del centro. Una pattuglia del 113 lo ha visto intorno alle 2,30 di oggi 3 agosto in via Pantaneto e, quasi incredula, lo ha subito fermato.

Arrestato (terza volta in una settimana) il 27 enne marocchino è stato portato in Questura dove, su disposizione del pm di turno Nicola Marini, è stato trattenuto in camera di sicurezza in attesa del giudizio di convalida che si è tenuto oggi 3 agosto presso il Tribunale di Siena. Stavolta per lui si sono aperte (finalmente, avrà detto tra sé) le porte del carcere senese di Santo Spirito, dove – per scrupolo – sono stati gli stessi poliziotti ad accompagnarlo.

 

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Sandro Addario

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