Nave Vespucci è in Belgio. Bandiera italiana ad Anversa

La città di Anversa dalla plancia di Nave Vespucci

La città di Anversa dalla plancia di Nave Vespucci

ANVERSA (Belgio) – La nave Amerigo Vespucci è da stasera 5 settembre ad Anversa, il maggior porto del Belgio. Ha attraccato alle 20,30 nel molo più centrale della città fiamminga, a poca distanza dalla cattedrale di Nostra Signora. Molta gente sul molo ha assistito all’arrivo del vascello italiano, nave non certo frequente in un porto, che vede principalmente un traffico di migliaia di navi commerciali in arrivo da tutto il mondo, con merce diretta nel cuore dell’Europa. Durante il tragitto fluviale dal Mare del Nord fino ad Anversa, lungo la Schelda il Vespucci è stato «salutato» anche da un gigantesco cargo da oltre 10.000 container, che incrociata la nave italiana ha azionato subito le sirene in segno di omaggio, subito ricambiato dalla plancia del Vespucci.

L’ammiraglia delle navi scuola italiane si fermerà ad Anversa fino alla mattina di giovedì 8 settembre. Durante la sua sosta è attesa la visita a bordo, tra gli altri, anche del ministro della Difesa del Belgio Steven Vandeput.

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VITA DI BORDO SUL VESPUCCI – 2

Prosegue, dopo l’articolo pubblicato ieri 4 settembre 2016, il reportage sulla vita di bordo dei marinai del Vespucci

La mensa, una macchina da guerra

Non bastano le vele e i motori per far navigare Nave Vespucci durante la campagna addestrativa 2016 nel nord Europa degli Allievi dell’Accademia Navale. C’è un motore in più, fondamentale almeno quanto gli altri: la mensa. Una macchina «da guerra» che lavora quasi a ciclo continuo per soddisfare l’esigenza di tutto l’equipaggio. Circa 1000 pasti al giorno, tra colazioni, pranzo e cena, ai quali si aggiunge la preparazione di pane, dolci e la tradizionale pizza a mezzanotte. Un evento attesissimo quest’ultimo (su tutte le navi della Marina, sommergibili compresi), non solo da chi sta per iniziare il turno di guardia notturno a cui era storicamente destinata la pizza di mezzanotte, ma anche da tanti altri marinai che tardano a dormire pur di non perderla. Corre anzi la leggenda che c’è anche chi va a dormire, ma mette la sveglia poco prima di mezzanotte per non mancare all’appuntamento.

Uno staff di 18 marinai, tra cuochi, panettieri, cambusieri, è la forza «di fuoco» della Componente Sussistenza di Nave Vespucci affidata al 1° Maresciallo Leonardo Panetta. Dalle loro mani ogni giorno esce un menù diverso per almeno due settimane consecutive. E nelle grandi occasioni, tra cui le soste nei porti stranieri, c’è il tradizionale dinner buffet con una torta «dedicata» e arricchita dalle bandiere della nazione ospitante e di quella italiana, alle quali si aggiunge un’immagine di Nave Vespucci. Tutto commestibile naturalmente.

 

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Code alla cassa

Dopo la mensa, tra le preferenze dell’equipaggio di Nave Vespucci c’è un piccolo ma conosciutissimo ufficio: la cassa. Lo gestisce il 1° Maresciallo Giuseppe Mirabella con due colleghi, quando uno dei tre non è di turno di guardia sulla nave. Difficile vedere al di là della porta, chiusa a metà come un vero e proprio sportello bancario o postale, una matita o un foglio di carta fuori posto. Presupposto indispensabile per far quadrare conti e la cassa. Particolarmente gettonato l’ufficio, con vere e proprie code, quando i marinai ricevono l’«aggio» poco prima delle soste nei porti. Difficile sapere le cifre pagate, ma dalle voci che girano bastano mediamente per un paio di cene in qualche locale a terra. Bevande escluse s’intende.

Dalla Segreteria Amministrativa (questo il nome dell’ufficio che comprende la cassa) vengono inoltre disposti tutti i pagamenti effettuati per la gestione corrente di Nave Vespucci, come viveri e materiali di consumo. Ma anche i servizi di pilotaggio in entrata e in uscita nei porti. Un ufficio che deve dunque funzionare alla perfezione, altrimenti c’è il rischio che la nave resti alla fonda e che il pilota non arrivi mai.

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Telemedicina e pronto soccorso

Se mensa e ufficio cassa vanno per la maggiore, l’infermeria di bordo viene vista meno volentieri. Inutile negarlo e neppure tentare di dire: provare per credere. L’attività non si ferma comunque per lo staff infermieristico diretto dal sottotenente di vascello medico Gabriele Necciari. Un controllo, una visita, un accertamento sono all’ordine del giorno in una nave con oltre 350 persone a bordo. Come pure è attivo un servizio di pronto soccorso, in una sala di stabilizzazione sub intensiva: in altre parole un’attività di primo intervento come presso un ospedale a terra. Per diagnosi più specialistiche, attraverso la telemedicina si possono effettuare esami «in diretta» con i sanitari dell’Ospedale Militare del Celio a Roma, in particolare per cardiologia, otorinolaringoiatria, oftalmologia, dermatologia. Come pure, ad esempio, inviare in tempo reale una radiografia a livello osseo e ottenere subito indicazioni sulle terapie da attivare.

Non sono molte le navi della Marina, che dispongono anche di un gabinetto odointoiatrico. Il Vespucci è tra queste, affidato al sottotenente di vascello Lorenzo Moretti. Un attacco di mal di denti in mezzo al mare non sempre si cura con un antibiotico o un antinevralgico. Il dentista di bordo ne sa qualcosa.

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Nei prossimi articoli saranno pubblicate altre foto sui reparti del Vespucci e sulla vita di bordo

(CONTINUA – 5)

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Sandro Addario

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