Nave Vespucci 2016, avanti tutta verso il rientro in Italia (FOTO)

Vele al vento dal Vespucci all'uscita da Brest

Vele al vento di Nave Vespucci all’uscita da Brest oggi 14 settembre 2016

da BREST – Ha mollato gli ormeggi da Brest la nave Amerigo Vespucci. Da oggi mercoledì 14 settembre vele al vento verso sud, destinazione Spagna (sosterà a Valencia dal 24 al 27) per puntare quindi senza indugio verso Livorno, con a bordo gli allievi dell’Accademia Navale al termine di una lunga campagna addestrativa durata quasi tre mesi. Mantenere sempre vele al vento viaggiando verso sud è un po’ un ottimismo, con tutte le correnti atlantiche che vanno verso nord. Ma l’auspicio c’è e comunque le turbine faranno il resto. Un vento a favore lo si potrà trovare probabilmente, dicono da bordo, solo dopo l’ingresso nello stretto di Gibilterra, le famose «Colonne d’Ercole». Da allora puntare su Valencia e poi finalmente su Livorno sarà molto più facile e ancora più spedito. Con un buon vento Nave Vespucci (con le sue 4000 tonnellate) può anche superare i 10 nodi a vela.

COMANDANTE – Prima della partenza da Brest, dove la città ha accolto con festa la sosta di Nave Vespucci (al Bureau du Tourisme sono state continue le richieste di informazioni sugli orari per visitarla), abbiamo chiesto al comandante di Nave Vespucci, il livornese capitano di vascello Curzio Pacifici, di tracciare un bilancio della navigazione e delle soste in importanti porti europei: dalle Baleari a Lisbona, da Cadice a Dublino, da Oslo a Copenaghen, da Anversa a Brest. «Siamo ormai a quattro quinti del nostro viaggio. Parlare di numeri è importante ma non certo esaustivo» premette Pacifici seduto nella prestigiosa Sala Consiglio a poppa del Vespucci, il luogo degli incontri di rappresentanza di quella che a tutti gli effetti è una prestigiosa ambasciata «mobile» d’Italia e strumento operativo anche della «Naval Diplomacy».

NUMERI – I numeri comunque fanno la loro parte: già quasi 5800 le miglia percorse (più di 10.000 chilometri) in circa 1000 ore di navigazione. All’arrivo a Livorno i chilometri complessivi saranno quasi 14.000. A questi si aggiungono anche le cifre della «Pre Campagna 2016» che dal 27 aprile al 4 luglio ha portato Nave Vespucci (finalmente in mare dopo oltre 2 anni di manutenzioni e ammodernamenti) in numerosi porti italiani: 663 ore di navigazione per 3821 miglia, pari a 7000 chilometri. Migliaia i visitatori ad ogni sosta. In Italia 132 mila. All’estero ci si avvicina rapidamente a 50 mila.

NAVIGAZIONE – «Un bilancio – riprende Pacifici – si fa anche in termini di professionalità e di esperienza in mare, soprattutto per i 100 allievi della 1ª classe dell’Accademia. Navigare nei mari del Nord Europa è un’opportunità che ha permesso loro di toccare con mano un quadro unico: realtà meteorologiche, coste, stretti, canali, orografia, traffico marittimo, porti d’ingresso. Una realtà che difficilmente si riesce a trovare tutta insieme nel Mediterraneo. Un bagaglio culturale e certamente anche umano che gli allievi porteranno con sé per tutta la vita. Imparano soprattutto quella che è chiamata «Situational Awareness», la percezione corretta e quanto più immediata di un evento, cause, proiezioni  e rimedi, soprattutto in situazioni di criticità. In italiano si direbbe più familiarmente, che il mare è un ambiente dove non si deve mai lasciare tempo al tempo, saper cogliere ogni occasione e … pensarla sempre un po’ più lunga del proprio naso e agire d’anticipo». «Tutto questo – tiene ad aggiungere Pacifici – anche grazie al lavoro professionale, puntuale e concreto di tutto l’equipaggio di questa nave, con il quale gli allievi hanno fatto davvero un’unica squadra»

FUTURO DEL VESPUCCI – Andar per mare su un vascello storico di tre alberi lungo 101 metri, 23 vele e oltre 200 marinai di solo equipaggio, ha ancora un significato nel 21° secolo? La domanda, si può capire, è indirizzata alla persona sbagliata. Pacifici, è da oltre quattro anni sul Vespucci di cui tre da comandante. Della nave ha curato giorno dopo giorno tutti i lunghi lavori di ammodernamento prima del ritorno in navigazione. Ma Pacifici non si fa ripetere la domanda. «Altre Marine che hanno deciso di dismettere navi scuola a vela se ne sono pentite amaramente. Prima tra queste la Royal Navy. Altre nazioni hanno navi simili ma non devolute totalmente a nave scuola e a formare il personale come avviene su Nave Vespucci. Dico solo che sarebbe scellerato pensare di dismettere questa nave che abbiamo la fortuna di avere, dove un addestramento come quello che viene fatto trova proprio nella sua semplicità il suo determinante fattore di successo. Se uno dei motivi per fermare il Vespucci potesse essere quello finanziario, basta solo pensare che la gestione di questa nave non arriva ad una frazione di quella di una nave militare moderna di equivalenti dimensioni».

CAMBIO DI COMANDO – Dopo l’arrivo a Livorno il 1 ottobre, ci sarà un altro evento. Martedì 4 ottobre il comandante Pacifici lascerà il comando di Nave Vespucci al capitano di vascello Angelo Patruno, che già raggiungerà la nave a Valencia per un primo affiancamento. Fine incarico anche per il comandante in seconda: arriva il capitano di fregata Paolo Podico che subentra al parigrado Ettore Ronco, destinato al comando di Nave Alliance. Cosa vorrà dire sbarcare dal Vespucci dopo 4 anni? Pacifici questa volta manda giù la saliva. «Gli avvicendamenti sono normali – tenta di replicare il Comandante – fanno parte … della nostra vita. Lo sbarco …. è sempre un momento toccante, soprattutto sul piano dei sentimenti. Quando rivedrò il Vespucci da un’altra parte, dalla banchina, non credo proprio mi riuscirà essere indifferente. Ma ora è meglio che l’intervista finisca qui».

 

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(8 –  FINE )

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Sandro Addario

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Commenti (2)

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    Massimo Pratellesi

    |

    come sempre mi hai fatto rivivere momenti che ho condiviso con i miei figli.
    Grazie Sandro!

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    Pasquale di Tria

    |

    Grazie Sandro ci fai sentire piu’ vicino ai nostri Ragazzi

    Reply

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