Chi è Marcello Viola, nuovo procuratore generale di Firenze

Procuratore Generale Marcello Viola

Marcello Viola, nuovo Procuratore Generale a Firenze, alla scrivania che fu di Tindari Baglione

FIRENZE – Cinquantanove anni, Marcello Viola è il più giovane Procuratore Generale che ci sia mai stato in Toscana. Forse in Italia. Da martedì 27 settembre occupa, al 9° piano del Palazzo di Giustizia di Firenze, la scrivania che fu del Pg Tindari Baglione, scomparso prematuramente nel giugno 2015.

LA SCORTA

Aula gremita di autorità fiorentine e magistrati arrivati da tutta la Toscana per assistere a quella che tecnicamente viene chiamata «immissione in possesso». Di fatto è l’insediamento del nuovo Procuratore Generale, per la cui nomina il Csm ha impiegato 15 mesi. Viola arriva in aula sorridente, scortatissimo da cinque uomini, che non lo perdono di vista un momento. Neppure quando è circondato da colleghi magistrati che vogliono congratularsi con lui. Otto anni alla Procura di Palermo (2003-2011) e quattro a capo di quella di Trapani (2011-2016) non permettono allentamenti alla sua sicurezza personale.

BENVENUTO

Il saluto di benvenuto a Firenze viene rivolto dalla Presidente della Corte d’Appello Margherita Cassano. La presidente si congratula con Viola e ringrazia l’avvocato generale Francesco D’Andrea per aver retto con efficacia la Procura Generale, dopo la scomparsa «del nostro amatissimo Tindari Baglione». Presente anche il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri, stamani forse più come magistrato amico che come esponente di governo. Nel suo saluto ricorda la sempre maggiore necessità di «fare squadra» anche tra le procure di capoluoghi diversi. Proprio – ricorda – come già avviato da tempo nel distretto della Corte d’Appello della Toscana. In quarta fila c’è la signora Anna Maria Baglione, che non perde una battuta della cerimonia. Troppo vivo ancora il ricordo di quel 7 giugno 2013, quando a insediarsi come Pg fu Tindari Baglione avvolto nella sua toga nera.

ILLUMINATO

«Voglio ricordare mio padre – dice Viola nel corso del suo intervento – che è scomparso da non molto e che sarebbe felice di vedermi oggi qui. A lui tutta la mia riconoscenza per avermi indirizzato verso questo mestiere e per avermi supportato in alcuni passaggi difficili del mio servizio. Soprattutto in occasione di momenti di fortissima tensione, anche per ragioni legate a fatti di sicurezza». Spiegherà dopo ai giornalisti: «Mio padre si chiamava Illuminato. Lo era di nome e di fatto. Dopo la mia laurea a 22 anni avevo già la possibilità di essere assunto in banca. Per me era già un buon traguardo. Ma lui mi disse: fai il concorso in magistratura, se non ti troverai bene ti aiuterò io a fare altre scelte. Seguii il suo consiglio e ancora oggi gliene sono grato».

A PALERMO

Viola nasce a Caltanissetta nel febbraio 1957, ma presto si stabilisce a Cammarata in provincia di Agrigento. Comincia il suo percorso professionale, dopo aver fatto l’Uditore Giudiziario in Sardegna, all’Ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo. È affidato per il tirocinio al Consigliere Istruttore Rocco Chinnici, il padre del Pool Antimafia ucciso nel luglio 1983. In quelle stanze conosce magistrati come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino al quale era rimasto particolarmente legato. «A quelle vittime – dice Viola a Firenze – dobbiamo tutta la nostra riconoscenza, perché sono morte anche per noi. E a loro dobbiamo dedicare, in silenzio, ogni giorno il nostro lavoro».

MAFIA IN TOSCANA

E sul lavoro che lo attende, Viola non si tira indietro: «Occorre prestare grande attenzione, in una regione importante come la Toscana (…) al rischio di infiltrazioni e di radicamento di organizzazioni di stampo mafioso, connotate dalla elevata capacità di penetrazione in importanti settori produttivi». «Bisogna rifuggire – aggiunge – da ogni forma di sottovalutazione della questione. Rischia di favorire la dinamica espansiva di tali organizzazioni criminali». Per questo occorre «rafforzare l’azione repressiva nei confronti di una criminalità che ha come fine quello della formazione di illecite ricchezze».

REATI SPIA

Attenzione anche ai cosiddetti reati-spia: come ad esempio estorsioni, usura, danneggiamenti, incendi ad automezzi, specie quelli per l’edilizia. Fenomeni, ricorda Viola ai giornalisti, che vanno saputi «leggere» nella dinamica e nei passaggi. Perché non sempre sono casi isolati ma indice di una fibrillazione criminale.

Come si vede, il dottor Viola non è venuto in Toscana in vacanza. Ora è Procuratore Generale, ma, dopo tanti anni di antimafia in Sicilia, il taglio da procuratore di prima linea difficilmente se lo toglierà di dosso.

TUTTO L’INTERVENTO DEL PROCURATORE (TESTO E AUDIO)

Leggi qui il testo integrale dell’intervento  del Procuratore Generale Marcello Viola

Ascolta l’AUDIO

 

FOTOGALLERY DELLA CERIMONIA

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Sandro Addario

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