Addio a Bernardo Caprotti, il dottor Esselunga e simbolo del made in Italy

Bernardo Caprotti

Bernardo Caprotti in uno dei suoi supermercati Esselunga

MILANO – È morto a 90 anni Bernardo Caprotti, il «dottor Esselunga», patron della catena di oltre 150 supermercati in tutta Italia. Si è spento nella Casa di Cura Capitanio, a Milano. L’annuncio è stato dato oggi 30 settembre dalla moglie Giuliana. I funerali si svolgeranno in forma strettamente privata e senza necrologi, per espresso desiderio del marito. Bernardo Caprotti, milanese, avrebbe compiuto 91 anni tra pochi giorni, il prossimo 7 ottobre.

Discendente di una famiglia di industriali tessili, lavorò agli inizi degli anni 50 negli Stati Uniti dove migliorò il suo inglese e fece pratica nell’industria del cotone. Nel 1952 alla morte del padre si occupò dell’azienda di famiglia in Brianza. La svolta della sua vita avvenne però nel 1957 quando partecipò alla fondazione della prima società italiana di supermercati, per iniziativa del magnate americano Nelson Rockfeller. Fu in quell’anno che venne aperto il primo «Supermarket» in viale Regina Giovanna a Milano. Nel 1962 Rockfeller cede la maggioranza dell’azienda alla famiglia Caprotti, che cambierà il nome in Esselunga. Una realtà che oggi è valutata circa 6 miliardi di euro, compresi immobili e aree di sviluppo.

Nel 2015 aveva una rete di 152 supermarket in Lombardia, Toscana, Emilia Romagna, Piemonte, Veneto, Liguria e Lazio. I dipendenti sono oltre 22.000 dipendenti e il fatturato 2015 è stato di 7,3 miliardi di euro.

Da sempre Caprotti si è segnalato per la sua autonomia e indipendenza. Suo un libro, uscito nel 2007, dal titolo «Falce e carrello» in cui Caprotti racconta la storia della sua azienda e la concorrenza con le Coop. In particolare lamenta come quest’ultime siano beneficiarie di agevolazioni fiscali non previsti per le società di capitali. Ma anche di presunti appoggi politici da parte delle amministrazioni di centrosinistra.

Nel 2008 Caprotti annuncia le sue dimissioni dalle cariche societarie, pur restando costantemente legato ad Esselunga. Da allora si comincia a parlare di vendita della società, nonostante che Caprotti avesse sempre resistito ad interessanti offerte specie dall’estero. Con la sua morte potrebbe tornare di attualità il tema vendita. Si risolverebbero anche problemi di successione legati anche ad uno scontro di Caprotti con i figli del primo matrimonio, Giuseppe e Violetta, estromessi nel 2011 dal controllo della società. La causa di merito è in Cassazione, anche c’era stato un riavvicinamento almeno con Violetta, che gli è stata a fianco anche negli ultimi momenti in clinica a Milano.

Tra i messaggi pervenuti, alla notizia della morte di Caprotti, c’è quello dell’ex segretario del Pd Pierluigi Bersani: «Se ne va un uomo particolare, un uomo che emozionava. Se ne va uno dei più grandi imprenditori italiani. Ma il Dottore vivrà ancora nella sua straordinaria Impresa». Su Facebook Matteo Salvini scrive: «Buon viaggio Bernardo Caprotti, genio di Esselunga, grande uomo. Grande imprenditore e amico del Made in Italy, mai servo di nessuno. #graziebernardo».

La scheda di Bernardo Caprotti: dal cotone a Esselunga (qui)
AGGIORNAMENTO ore 20

Nella mattina di lunedì 3 ottobre tutti i supermercati Esselunga resteranno chiusi in segno di lutto per la scomparsa del fondatore Bernardo Caprotti. È quanto si legge sul sito Internet di Esselunga. Nella stessa giornata si svolgeranno a Milano i funerali dell’imprenditore, in forma strettamente privata.

 

 

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Sandro Addario

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