L’ultimo spot di Obama: «Conquisteremo Marte entro il 2030»

Barack Obama in una foto pubblicata da Cnn News

Barack Obama in una foto pubblicata da Cnn News

WASHINGTON – «Una spedizione di uomini su Marte entro il decennio 2030». Parola del presidente americano Barack Obama in persona, in un articolo a sua firma riportato da Cnn News oggi 11 ottobre. Dove precisa: «Faremo passi da gigante».

La politica degli annunci spicca dunque il volo interplanetario anche negli Stati Uniti. Tanto più alla vigilia delle elezioni presidenziali dell’8 novembre, dove la vittoria di Hillary Clinton non appare ancora scontata.

Da dove nasce l’ annuncio di Obama? «Abbiamo fissato un obiettivo chiaro di vitale importanza – scrive il presidente – per il prossimo capitolo della storia degli Stati Uniti nello spazio. L’invio di esseri umani su Marte dal 2030 e farli tornare in modo sicuro sulla Terra, con l’ambizione finale un giorno di rimanere lì per un tempo prolungato». Ma ecco il vero annuncio: «Arrivare a Marte – dice l’inquilino della Casa Bianca in scadenza – richiederà costante cooperazione tra il governo e gli innovatori privati. Siamo già sulla buona strada. Entro i prossimi due anni, le aziende private avranno per la prima volta di inviare astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale».

Come spot elettorale non è affatto male. Obama tende la mano all’industria privata (storicamente più repubblicana che democratica) e con l’altra si accattiva il consenso di chi opera nel settore astronautico. «Oggi – prosegue Obama – grazie al terreno preparato dagli uomini e dalle donne della NASA, (…) più di 1.000 aziende in quasi tutti gli Stati Uniti stanno lavorando su iniziative private nel campo spaziale». Un bacino elettorale notevole.

E LA LUNA?

Neanche un accenno alle missioni Apollo che portarono l’uomo sulla Luna e che fu chiuso nel 1975, soprattutto per motivi economici. E neppure un cenno a come potrebbe essere finanziate le missioni su Marte, che dista dalla Terra mediamente oltre 200 milioni di chilometri. Difficile arrivarci (il viaggio può durare circa un anno), ancora più difficile ripartire.

Al futuro delle innovazioni scientifiche non c’è giustamente limite. Ed è certamente possibile che una soluzione tecnica potrà essere trovata. Annunciare però la conquista di Marte al termine di un’incerta campagna elettorale, è qualcosa che lascia perplessi anche i più ottimisti. Probabilmente qualcuno deve aver (finalmente) convinto Obama, Clinton & C. che battere la strada del «sessismo» di Trump per restare alla Casa Bianca può portare ad un vicolo cieco. E stanno cambiando strategia, dando impulso all’orgoglio americano nella conquista dello spazio. Un po’ tardi. Potrebbe essere un segnale che Hillary comincia ad essere a corto di argomenti. Sarà capace Donald Trump di approfittarne?

 

 

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Sandro Addario

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