Rivoluzione ungherese del 1956, il video della rivolta di 60 anni fa

La rivolta d'Ungheria contro l'Urss durò dal 23 ottobre al 7 novembre 1956

La rivolta d’Ungheria contro l’Urss durò dal 23 ottobre al 7 novembre 1956

FIRENZE – Ammetto l’ignoranza. Non ricordavo, ma forse non sapevo proprio, che a Firenze ci fosse una via della Rivoluzione ungherese. Eppure c’è, trafficatissima, nei pressi della Fortezza da Basso. Ci passo proprio oggi 23 ottobre, come tante altre volte.

E oggi non è un giorno qualsiasi. È il 60° anniversario dell’inizio di quella rivolta contro l’egemonia sovietica, soffocata nel sangue dai carri armati di Mosca. Quelli stessi che, secondo qualcuno, «portavano la pace nel mondo». Quel qualcuno era Giorgio Napolitano, allora già dirigente di spicco del Partito Comunista Italiano. Lo stesso Giorgio Napolitano, che una volta arrivato al Quirinale (proprio nel 2006 a 50 anni dalla rivoluzione ungherese), fece autocritica definendo il pensiero di allora legato al ruolo del Partito comunista come «inseparabile dalle sorti del campo socialista guidato dall’Urss».

Erano i tempi in cui, durante il 20° congresso del Partito Comunista Sovietico, il segretario Nikita Kruscev aveva denunciato i limiti del regime dittatoriale di Iosif Stalin. Nei paesi «satelliti» di Mosca cominciarono, pur clandestinamente, movimenti anti sovietici. In Ungheria la rivolta cominciò il 23 ottobre 1956, dopo una manifestazione pacifica di qualche migliaio di studenti.

La protesta dilagò diventando una rivolta contro la dittatura del filo stalinista Mátyás Rákosi, e contro la presenza sovietica in Ungheria. Fu allora che il Partito dei Lavoratori Ungheresi nominò primo ministro Imre Nagy. Quest’ultimo accolse gran parte delle richieste dei manifestanti, identificandosi quindi con il movimento che aveva acceso la rivolta.

Durò pochi giorni. Durante le trattative per l’ipotizzato ritiro delle truppe russe fu arrestato il neo ministro della difesa ungherese Pál Maléter insieme a tutta la delegazione del suo paese. Era il 3 novembre. Il giorno dopo, 4 novembre, il primo ministro Imre Nagy si rifugiò nell’ambasciata iugoslava. Ma il 22 novembre fu consegnato ai sovietici e impiccato due anni dopo con lo stesso Maléter.

Lo stesso 4 novembre i carri armati dell’Armata Rossa entrarono a Budapest. Il 7 novembre fu restaurato un governo filo-sovietico guidato da János Kádár. La rivoluzione ungherese, dopo appena 17 giorni, era già finita. Morirono circa 2.700 Ungheresi e 720 soldati sovietici. Migliaia i feriti e circa 250.000 (circa il 3% della popolazione) furono gli Ungheresi che si rifugiarono in Occidente.

Tutta la storia della rivolta (qui)

IL VIDEO DELLA RIVOLUZIONE UNGHERESE (ISTITUTO LUCE)

 

 

 

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Sandro Addario

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