Battaglia del grano 2016: in Toscana comincia con un funerale

Rischia di bloccarsi la produzione del grano italiano

Rischia di bloccarsi la produzione del grano italiano

VALDICHIANA (Siena-Arezzo) – «Il grano italiano è morto. Partecipiamo al suo funerale». A questo invito hanno risposto oggi 25 ottobre alcune centinaia di agricoltori, con decine di trattori, che si sono ritrovati a Bettolle (Siena) all’uscita del casello Valdichiana dell’A1. Una manifestazione che ha visto unite nella protesta Confagricoltura, Cia, Apima e Cooperative agricole. Hanno aderito numerosi sindaci di Toscana e Umbria presenti con la fascia tricolore. Per una mattinata almeno sono state messe da parte le diverse appartenenze politiche. Tutti solidali con gli agricoltori. Difficile dar loro torto.

Un lungo corteo si è formato alle spalle di una bara aperta riempita di grano e portata a spalle da alcuni volontari. Un cartello, tra i numerosi, indica chiaramente la situazione: «Un ettaro di grano costa 900 euro, il ricavo è 400 euro. Ci perdiamo 500 euro». E poi: «6 chili di grano= 1 caffè. Bravo Martina», con riferimento polemico al ministro delle politiche agricole alimentari e forestali.

LA SITUAZIONE

«Le quotazioni del grano duro e tenero – si legge in una nota – sono ancora ben al di sotto dei 20 euro al quintale. Le produzioni biologiche non riescono a superare i 25 Euro di valore. Prezzi ben al di sotto dei costi di produzione senza portare nessun vantaggio per i consumatori considerato che i prezzi della semola e della pasta restano stabili se non in aumento». E poi: «Non può funzionare una filiera che vede un quintale di pasta pagato 180 Euro dal consumatore e un quintale di grano duro pagato 18 Euro al produttore agricolo». Non solo ma «il grano tenero, coltivato tradizionalmente nella provincia di Arezzo, soffre ancor più del duro. Una crisi di mercato oramai strutturale con prezzi che superano a malapena i 16 euro al quintale nel migliore dei casi».

A RISCHIO LA PASTA

«Senza interventi imminenti c’è il rischio che molti agricoltori abbandonino i campi senza seminarli per il prossimo anno» dicono qui a Bettolle. La conseguenza è che si mette a rischio «una produzione di eccellenza del made in Italy agroalimentare come la pasta». Leggi qui il,comunicato completo degli agricoltori.

TUTELA DEL GRANO ITALIANO

Tra le richieste degli agricoltori

  • sospendere temporaneamente le autorizzazioni alle importazioni in regime di TPA (Traffico di Perfezionamento Attivo) per evitare ulteriori speculazioni
  • prevedere una campagna di promozione e valorizzazione della pasta italiana nel mondo che trova oggi una concorrenza impensabile fino a soli pochi anni fa; valorizzando la filiera italiana
  • garantire la completa tracciabilità del prodotto tramite l’indicazione dell’origine del frumento in etichetta per pane, pasta e biscotti
  • controllo qualitativo obbligatorio di tutti i prodotti agro-alimentari importati

IL TESTAMENTO DEL GRANO

«In queste ultime ore della mia vita terrena, voglio lasciar due righe col cuore in pena! Delle nostre care terre sono stato sempre il vanto e di certo me ne vado con un grosso rimpianto (….)»

Comincia così  il «testamento» del grano italiano, letto alla manifestazione di Bettolle da Luca Ginestrini, vice direttore di Confagricoltura Arezzo. Leggi qui il testo completo.

 

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Sandro Addario

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