Papa Francesco: «Accogliere i migranti ma con prudenza»

Papa Francesco sull'aereo di rientro dalla Svezia

Papa Francesco sull’aereo di rientro dalla Svezia parla dell’accoglienza ai migranti

VATICANO – Aggiorna il suo pensiero papa Francesco sull’accoglienza ai migranti. «Non basta ricevere, occorre integrare» ha detto il Pontefice martedì 1 novembre sull’aereo di ritorno dalla Svezia, dove si era recato in occasione del 500° anniversario della riforma di Martin Lutero. «Credo che, in teoria, non si può chiudere il cuore a un rifugiato, ma (occorre) anche la prudenza dei governanti. Devono essere molto aperti nel riceverli, ma anche fare il calcolo di come poterli sistemare. Perché non solo un rifugiato lo si deve ricevere, ma lo si deve integrare. Non è umano chiudere le porte, non è umano chiudere il cuore. Alla lunga questo si paga, si paga politicamente, come anche si può pagare politicamente un’imprudenza nei calcoli, nel decidere (di accogliere) più di quelli che si possono integrare».

Ma c’è un altro «pezzo» di dichiarazione, citato dalla stampa estera in particolare dal quotidiano parigino Le Figaro. «Qual è il pericolo – ha detto Papa Francesco – Se il rifugiato non è integrato, permettetemi un neologismo, si ghettizza. Diventa un ghetto. E la sua cultura non si sviluppa in relazione all’altra cultura. E questo è molto pericoloso. Credo che la paura sia la peggior consigliera per i paesi che tendono a chiudere le loro frontiere. Il miglior consiglio è la prudenza».

Aggiustamento di pensiero dunque, quello di papa Francesco che in occasione della sua visita nell’isola greca di Lesbo (aprile 2016) aveva fatto un chiaro appello ad aprire le porte ai rifugiati, condannando «l’egoismo» di chi non lo faceva. E per rafforzare il suo pensiero aveva portato con sé a Roma nel suo aereo tre famiglie musulmane di migranti.

Oggi Francesco torna invece dalla Svezia, dove ha appena ammesso l’errore della scomunica di Martin Lutero da parte della Chiesa. Quella stessa Svezia che ha deciso di chiudere le frontiere ai nuovi migranti. «Se la Svezia ha perso la sua capacità di accoglienza – risponde il papa a un giornalista svedese – non è per egoismo». Serve prudenza nella accoglienza, per poter dare «casa, lavoro, cultura» a tutti.

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