Firenze, lo strano no a Renzi che aiuta a votare sì al referendum

La manifestazione non autorizzata contro Renzi a Firenze il 5 novembre

La manifestazione non autorizzata contro Renzi a Firenze il 5 novembre

FIRENZE – La polizia è intervenuta con cariche e lacrimogeni per disperdere una manifestazione non autorizzata contro il premier Matteo Renzi. È successo a Firenze nel pomeriggio di sabato 5 novembre, alla vigilia del discorso del presidente del consiglio alla Leopolda 7. Dodici agenti sono rimasti feriti e contusi, con prognosi da 3 a 20 giorni. La maggior parte per ustioni da petardi e bombe carta, ma anche per lancio di pietre prese da un cantiere.

GLI SCONTRI

Gli scontri maggiori nella zona di piazza San Marco, da dove i manifestanti tentavano di raggiungere la Stazione Leopolda. Gli scontri si sono avuti tra via Cavour e piazza San Marco proprio davanti a una caserma dell’Esercito, ma anche tra via San Gallo e via degli Arazzieri. Una carica di alleggerimento anche in via della Colonna.

Tra i manifestanti numerosi erano a volto coperto o con maschere bianche per non farsi riconoscere. Molti i cartelli contro Renzi e il sì al referendum. Uno tra questi diceva: «No alla Leopolda del sì, al mostro di Firenze», con accanto la foto del premier. «Volevamo raggiungere la Leopolda ma il sedicente partito democratico ce lo ha impedito» ha gridato qualcuno dal gruppo dei manifestanti, circa un migliaio.

Dario Nardella sindaco di Firenze su Twitter si è affrettato a commentare: «Manifestare è un diritto ma usare la violenza e attaccare la città solo per avere visibilità è meschino e vergognoso. Giù le mani da Firenze».

COSA DICONO I POLIZIOTTI

Da parte loro i poliziotti non stanno zitti. In un comunicato, l’Anfp (Associazione Nazionale Funzionari di Polizia) dice che «ciò che più colpisce delle violenze scaturite oggi pomeriggio dal corteo non autorizzato per il No al referendum a Firenze non sono i cappucci, la preordinazione, i volti resi volutamente irriconoscibili, i petardi, le sassaiole, la follia cieca di chi usa la violenza fisica al posto della forza delle proprie idee. Lo abbiamo tristemente visto molte altre volte. Ciò che invece più oggi colpisce noi tutti, che ogni giorno lavoriamo per garantire i diritti e le libertà dell’intera collettività, è che si possa avere l’arroganza di spacciare tutto questo per una difesa della nostra Costituzione. La più profonda solidarietà e vicinanza ai poliziotti feriti, ai colleghi impegnati nei gravosi servizi di ordine pubblico ed al Questore di Firenze per l’equilibrio con cui ancora una volta la Polizia di Stato ha dimostrato di essere in grado di gestire anche le situazioni più difficili e critiche».

CABINA DI REGIA

Nulla nelle manifestazioni di piazza è spontaneo e non preordinato. Se non le conseguenze, anche sul piano fisico, cui vanno incontro in molti. Soprattutto tutori dell’ordine pubblico. Viene da chiedersi quanto queste manifestazioni di piazza all’insegna del “No Renzi” non servano in realtà preziosi asset proprio allo stesso premier.

Alla vigilia del referendum del 4 dicembre (dove ricordiamo non serve il quorum del 50% dei votanti) è sempre più chiaro il peso che avranno gli attuali elettori incerti tra sì e no. Con un Massimo D’Alema schierato nettamente per il No, quanti sono gli elettori cosiddetti moderati pronti a votare Sì «pur di non votare D’Alema» come si sente spesso dire? Non basta? E ora, puntuale alla vigilia di un atteso discorso del premier alla Leopolda, arriva anche la violenza di piazza. Valida per l’equazione: violenza uguale No. Un motivo in più per uscire dai dubbi e correre a votare sì «per non mettersi al livello dei violenti», come penserà l’elettore della buona borghesia. Quella, per intendersi, che sta sempre alla finestra in attesa di capire da dove tira il vento la mattina.

Nel mezzo ci sono le forze dell’ordine, ostaggi di manovre politiche che passano molto più in alto delle loro teste. Quelle teste spesso bersaglio di pietre, nella migliore delle ipotesi. Vorremmo davvero sbagliare ma c’è tanto odore di cabina di regia in questo presunto No al referendum che di fatto favorisce invece il Sì. Tutto lecito? Può darsi. A condizione che a rimetterci non siano sempre e solo le forze dell’ordine.

 

AGGIORNAMENTO 6 NOV ORE 14

La Leopolda 7 si è chiusa con l’atteso discorso di Matteo Renzi, che nel suo intervento cita anche gli incidenti per elogiare le forze dell’ordine. Nelle strade fiorentine nessuna contestazione. Nessuna protesta. Nessun tentativo di corteo. Le centinaia di manifestanti del No Renzi di ieri pomeriggio 5 novembre è come se si fossero dissolti nel nulla. Paura della Polizia? Tempo scaduto? Missione compiuta? Stop dalla «cabina di regia»? I dubbi aumentano.

 

 

VIDEO DEGLI SCONTRI DI FIRENZE (DA YOUREPORTER)

 

 

 

 

 

 

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Sandro Addario

Sandro Addario

Commenti (1)

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    Franco

    |

    Dubbio legittimo

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