Eccidio di Kindu 55 anni dopo. Ricordati i 13 aviatori italiani trucidati

Un C119 della 46ª Aerobrigata di Pisa

Un C119 della 46ª Aerobrigata di Pisa impegnato in missione Onu

PISA – Pisa e tutta l’Aeronautica Militare Italiana hanno ricordato il 55° anniversario dell’eccidio di Kindu in Congo, dove furono massacrati e uccisi 13 aviatori italiani. È la mattina dell’11 novembre 1961, quando due C119 da trasporto della 46ª Aerobrigata di Pisa con le insegne dell’Onu atterrano nel minuscolo aeroporto di Kindu a confine con il Katanga, dove è in corso una sanguinosa guerra civile. Al termine dello scarico delle merci per aiuti umanitari i due equipaggi italiani si dirigono verso la vicina mensa della guarnigione ONU dove, inaspettatamente, vengono sorpresi da militari congolesi ammutinatisi. Nell’aggressione uno degli ufficiali, il medico, viene ucciso, gli altri vengono trascinati nella prigione della città. Lì sono brutalmente trucidati.

Questi i nomi degli aviatori uccisi, ai quali nel 1994 fu assegnata la medaglia d’oro al valor militare alla memoria.

Equipaggio del C-119 India 6002 (nominativo radio «Lyra 5»)

  • Maggiore pilota Amedeo Parmeggiani 43 anni, di Bologna
  • Sottotenente pilota Onorio De Luca 25 anni, di Treppo Grande (UD)
  • Tenente medico Paolo Remotti 29 anni, di Roma
  • Maresciallo motorista Nazzareno Quadrumani 42 anni, di Montefalco (PG)
  • Sergente Maggiore montatore Silvestro Possenti 40 anni, di Fabriano (AN)
  • Sergente elettromeccanico Martano Marcacci 27 anni, di Collesalvetti (LI)
  • Sergente marconista Francesco Paga 31 anni, di Pietrelcina (BN)

Equipaggio del C-119 India 6049 (nominativo radio «Lyra 33»)

  • Capitano pilota Giorgio Gonelli 31 anni, di Ferrara
  • Sottotenente pilota Giulio Garbati 22 anni, di Roma
  • Maresciallo motorista Filippo Di Giovanni 42 anni, di Palermo
  • Sergente Maggiore Nicola Stigliani 30 anni, di Potenza
  • Sergente Maggiore Armando Fabi 30 anni, di Giuliano di Roma (FR)
  • Sergente marconista Antonio Mamone 28 anni, di Isola di Capo Rizzuto (KR)

Le salme furono trasportate in Italia e sepolte nel Sacrario di Pisa, dedicato ai «Caduti di Kindu». Sulle porte c’è questa epigrafe:«Fraternità ha nome questo Tempio che gli italiani hanno edificato alla memoria dei tredici aviatori caduti in una missione di pace, nell’eccidio di Kindu, Congo 1961. Qui per sempre tornati dinnanzi al chiaro cielo d’Italia, con eterna voce, al mondo intero ammoniscono. Fraternità».

Venerdì 11 novembre una messa è stata celebrata dal cappellano militare don Francesco Capolupo, alla presenza dei familiari delle vittime, autorità civili e religiose della città di Pisa, rappresentanti dell’Associazione Arma Aeronautica, personale di quella che oggi si chiama 46ª Brigata Aerea. L’Aeronautica Militare era rappresentata dal generale di squadra Franco Girardi, comandante della Squadra Aerea (tutta la «flotta» dell’Arma Azzurra) e dal generale di divisione aerea Roberto Boi, già comandante della 46ª e attuale comandante delle Forze di supporto e speciali. Ad accogliere tutti gli ospiti il comandante della 46ª generale di brigata aerea Achille Cazzaniga, che ha ricordato come la celebrazione odierna rappresenti, oltre alla vicinanza ai familiari, una testimonianza del senso di sacrificio non solo degli avieri Caduti in Congo ma di tutti gli appartenenti all’Aeronautica militare in ogni operazione in Italia e all’estero.

Prima della Messa si è svolta la tumulazione nel Sacrario del Sergente Maggiore Nicola Stigliani, l’unico dei Caduti di Kindu finora sepolto fuori Pisa. La sua salma, per espressa volontà della famiglia, viene trasferita da Potenza, dove era stato tumulato nel 1961. Ora riposerà per sempre accanto ai suoi commilitoni, con i quali aveva trascorso tanta parte della sua vita. Fino alla fine, in quel tragico 11 novembre di 55 anni fa.

 

Cerimonia religiosa davanti al Sacrario dei Caduti di Kindu

Cerimonia religiosa davanti al Sacrario dei Caduti di Kindu

 

La foto del sergente maggiore Nicola Stigliani tumulato oggi a Pisa

La foto del sergente maggiore Nicola Stigliani tumulato oggi a Pisa

 

 

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Sandro Addario

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