Referendum 2016: in 10.000 con Salvini a Firenze per votare no (Video Foto)

La folla in piazza Santa Croce a Firenze al comizio della Lega

La folla in piazza Santa Croce a Firenze al comizio della Lega

FIRENZE – «Dopo la Brexit e Trump non è più tempo di avere paura. E oggi da Firenze si parte per andare a vincere». Così il leader della Lega Nord Matteo Salvini alle oltre 10.000 persone arrivate sabato 12 novembre a Firenze per #iovotono, una manifestazione che ha riempito la grande piazza Santa Croce. «Mi avevano detto: piazza Santa Croce? Sei matto? Non si riusciva a riempirla nemmeno ai tempi di Berlinguer. E invece oggi è stata un’esperienza bellissima, una piazza splendida, viva, coraggiosa ed educatissima» commenta al termine il leader leghista.

Una piazza come da tempo non si vedevano a Firenze. L’ultima volta era stato per il comizio di chiusura di Matteo Renzi in piazza della Signoria alla campagna elettorale per le Europee 2014. In precedenza c’erano stati comizi affollati di Berlusconi ma all’interno del Palazzo dei Congressi. Firenze era insomma in astinenza di comizi di piazza. E l’elettorato di centro destra in modo particolare.

«Il no al referendum del 4 dicembre – dice Salvini – vuol dire mandare a casa Renzi. Perché se vince il no si va a votare. Decidono i cittadini, non Mattarella». E non gli è difficile arringare la folla chiedendo più volte a gran voce: «Si o no?» per ottenere la scontata risposta in coro «Noooo». Una piazza che fin dall’inizio chiama a gran voce «Matteo, Matteo». Non Renzi naturalmente. Moltissimi i cartelli blu, in stile convention Usa; con la scritta «Salvini premier».

Una folla venuta in gran parte da numerose città italiane, da nord a sud. Centosettanta, secondo la questura, solo i pullman arrivati in città. Almeno 10.000 persone per la questura, 40.000 (ottimisticamente) per gli organizzatori. Contenuta invece la presenza di fiorentini. Finestre quasi tutte chiuse sulla grande piazza Santa Croce, quasi per non voler dispiacere all’altro Matteo, che Salvini – senza citarlo per nome – spesso chiama in causa come «il bugiardo patologico».  Quello – incalza il leader della Lega – che toglie sovranità agli elettori. «Prima le province, ora il Senato. È il momento di restituire il voto agli italiani».

Il vento americano, dopo la vittoria di Donald Trump, non si fa attendere. «Sapete cosa c’era tra l’altro nel programma di Trump? Tassazione unica al 15%, dazi fino al 40% per contenere le importazioni dalla Cina, multe ai comuni che non collaborano per allontanare gli immigrati clandestini. Le stesse cose che noi andiamo dicendo da tempo». E «Renzi la smetta di spendere soldi per i clandestini, ma li destini ai terremotati, a quelli ai quali è stato promesso un container come abitazione, ma senza servizi igienici. Altrimenti – qui l’affondo maggiore verso il premier – non si faccia più vedere in giro».

Sul palco si sono alternati numerosi esponenti del centro destra. Dal segretario di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni («la sovranità agli italiani va aumentata, non diminuita come si sta facendo ora») ai governatori di Liguria e Lombardia, Giovanni Toti e Roberto Maroni. Tanti i sindaci della Lega. Da Massimo Bitonci di Padova, pronto a ricandidarsi dopo le dimissioni della maggioranza dei consiglieri comunali tra cui due di Forza Italia, poi espulsi dal partito. «Una vergogna – commenta – proprio nella notte della vigilia del comizio di oggi a Firenze». Ma ci sono anche i primi cittadini di Ascoli Piceno, Cascina (Pi), Monfalcone, Foggia, Andria, Savona. Nel parterre si notano anche Daniela Santanchè, Ignazio La Russa, Gianni Alemanno, quest’ultimo come esponente del neo movimento Azione nazionale («un polo identitario del centro destra può raccogliere almeno il 30% dei voti, una realtà che nessuno può disconoscere») .

Poco lontano – ma tenuti a debita distanza da Polizia, Carabinieri e da un efficiente servizio d’ordine della Lega – un gruppo di contestatori del comizio. Non più di 300 che si sono trattenuti nella zona di via dell’Agnolo e piazza dei Ciompi. Nessun incidente e nessuno scontro ha turbato quello che, per il centrodestra, è stato comunque un sabato di festa.

 

FOTOGALLERY

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TUTTO IL VIDEO DELLA MANIFESTAZIONE

(per il comizio scorrere fino all’inizio del 40° minuto)

 

INTERVENTO DI GIORGIA MELONI

 

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Sandro Addario

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