Referendum, No della Svizzera all’abbandono del nucleare

La centrale nucleare di Beznau in Svizzera

La centrale nucleare di Beznau in Svizzera

BERNA – La Svizzera ha risposto No al referendum «Per un abbandono pianificato dell’energia nucleare». La consultazione popolare, svolta domenica 27 novembre, ha visto la vittoria del No con il 54,2% di voti.

L’iniziativa popolare era stata proposta dai Verdi che chiedevano il divieto di utilizzare centrali nucleari per la produzione di energia elettrica o calore. In particolare veniva chiesta la messa fuori esercizio graduale di tutte le cinque centrali in esercizio: Beznau 1 e 2, Gösgen e Leibstadt (tutte a nord non lontano dal confine con la Germania) e quella di Mühleberg (vicino a Berna). Si tratta di cinque centrali che da sole producono il 40% dell’energia elettrica utilizzata in Svizzera.

Il No ha prevalso in 20 cantoni su 26. Gli unici che hanno votato Si sono stati i cantoni di Basilea Città (60,4%), Basilea Campagna (50,4%), Neuchâtel (56,7%), Vaud (54,6%), Ginevra (58,96%) e Giura (57,5%). Secondo i proponenti tre centrali dovevano essere spente già nel 2017, mentre Gösgen e Leibstadt sarebbero stati disattivate nel 2024 e nel 2029, dopo 45 anni dall’inizio della loro attività.

È prevalsa l’indicazione del Consiglio federale e del Parlamento che avevano raccomandato di respingere la proposta. La linea governativa è quella di procedere verso soluzioni di energia alternativa, ma in modo più graduale e meno affrettato anche per non dover ricorrere a massicce importazioni di energia dall’estero. Che con tutta probabilità sarebbero arrivate da Germania e Francia. Che non aspettavano altro.

 

 

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