Lotta alla corruzione: serve un testo unico di leggi

da sin i generali Zaccagnini, Vecchione, Carbone e il colonnello D'Elia

da sin i generali Zaccagnini, Vecchione, Carbone e il colonnello D’Elia

FIRENZE – «Nella lotta alla corruzione è auspicabile un Testo Unico delle varie norme. Sono valide ma spesso possono creare confusione e incertezza nella loro applicazione». Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Firenze Giuseppe Creazzo durante un convegno promosso da Guardia di Finanza e Autorità Nazionale Anticorruzione. «Il consuntivo è positivo per gli strumenti legislativi messi in campo – ha proseguito Creazzo – specie dopo il nuovo Codice degli Appalti dell’aprile 2016, ma si può fare di più. Come nel caso della crescente corruzione anche nell’ambito delle imprese private, verso la cui repressione ci vuole più incidenza».

Il convegno fiorentino dal titolo «La prevenzione ed il contrasto alla corruzione e la nuova disciplina degli appalti pubblici» si è svolto presso l’Istituto Geografico Militare, aperto dal saluto del generale di brigata Michele Carbone, comandante regionale per la Toscana delle Fiamme Gialle. Moderatore e primo relatore è stato il generale di divisione Gennaro Vecchione, Comandante delle Unità Speciali della Guardia di Finanza, che si è soffermato sulla dimensione internazionale e nazionale del fenomeno corruttivo. «La percezione della corruzione da parte della gente è molto alta in numerosi paesi del mondo – ha detto citando un’indagine di Trasparency International – anche in Italia, che fino a qualche tempo fa era ritenuta ai primi posti per frodi sui fondi provenienti comunitari. Ma si vedeva solo una parte della medaglia. Lo sforzo sul fronte del contrasto agli illeciti ci è stato concordemente riconosciuto proprio da parte della stessa Unione Europea». Vedi qui le slides dell’intervento del generale Vecchione.

Percezione della corruzione (fonte Transparency International)

Percezione della corruzione (fonte Transparency International)

L’attività congiunta tra Autorità Nazionale Anticorruzione e Guardia di Finanza è stata sottolineata da Michele Corradino del Consiglio dell’Anac. «Reciproche professionalità e competenze sono al centro del sistema di prevenzione e repressione» ha detto Corradino per il quale il nuovo Codice degli Appalti «deve essere un codice per lo sviluppo del Paese e non tanto uno strumento, pur necessario, di contrasto alla corruzione». «Molto è stato fatto – ha sottolineato – anche con la forte riduzione delle Stazioni appaltanti in Italia».

Le caratteristiche del nuovo codice dei contratti pubblici «ispirate ai principi di trasparenza e sostegno alla legalità» sono state descritte dal generale di brigata Cristiano Zaccagnini, ufficiale di collegamento tra la Finanza e la stessa Anac. Vedi qui le slides dell’intervento del generale Zaccagnini.

A conclusione della mattinata di convegno, organizzato con gli ordini professionali di Avvocati, Notai, Commercialisti e Giornalisti, ha parlato il colonnello Adriano D’Elia, comandante del Nucleo di Polizia Tributaria di Firenze. Tra gli argomenti trattati quello della recente costituzione di specifiche Sezioni/Drappello «Anticorruzione» presso i Nuclei di polizia tributaria nei capoluoghi di regione, per contrastare direttamente sul territorio ogni tendenza a compiere illeciti, che costituiscono un danno per l’intera comunità. Vedi qui le slides dell’intervento del colonnello D’Elia.

 

 

 

 

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Sandro Addario

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