Solidarietà per Mario Vece, aperto un conto corrente per il poliziotto ferito

Il luogo dell'attentato la mattina di Capodanno a Firenze dove una bomba è esplosa in faccia al poliziotto Mario Vece

Il luogo dell’attentato la mattina di Capodanno 2017 a Firenze dove un ordigno è esploso in faccia al poliziotto Mario Vece

FIRENZE – Per il poliziotto Mario Vece è il momento della solidarietà nei fatti. Questo l’appello dei colleghi che hanno aperto un conto corrente per aiutare la famiglia del sovrintendente di Polizia artificiere rimasto gravemente ferito a Firenze dall’esplosione di un ordigno artigianale la mattina di Capodanno 2017. Mario Vece, 39 anni, ha perso la mano sinistra e quasi totalmente l’occhio destro. «La famiglia dovrà sostenere le costose spese sanitarie e di riabilitazione. Lo Stato non è coperto da nessuna polizza assicurativa che permetta un pronto risarcimento per casi del genere» dice Antonio Lanzilli il segretario generale di Firenze del sindacato Siulp annunciando oggi 9 gennaio l’iniziativa.

SPESE IMPREVISTE

C’è la cosiddetta infermità per causa di servizio, che consente un rimborso (parziale o totale) delle spese sostenute come pure una maggiorazione della pensione. «Ma i tempi della burocrazia sono sempre troppo lenti – tuona Lanzilli – certamente più lunghi di quanto servirebbe ad una famiglia come quella del nostro collega Vece, che ogni giorno deve affrontare spese impreviste e superiori alle proprie forze». A cominciare dal trasferimento della moglie e degli anziani genitori da Salerno a Firenze per stare il più possibile vicino al loro congiunto.

CONTO CORRENTE

Il conto corrente della solidarietà per Mario Vece è stato aperto presso la filiale Unicredit di viale Redi a Firenze. Queste le coordinate bancarie (IBAN) per effettuare un versamento: IT38B0200802829000104589397 intestato Siulp Firenze «Per Mario».

«Una risposta anche alle centinaia di cittadini, aziende, colleghi che hanno chiesto di potersi attivare a favore di Mario per aiutare la famiglia in questo momento molto delicato» si legge in una nota. Della serie: dopo le parole i fatti. A margine i colleghi aggiungono: «Ben vengano anche tutti coloro che possano garantire il soggiorno a Firenze dei familiari. La loro presenza accanto a Mario è fondamentale per lui, come ci è stato confermato anche da fonte medica».

 

Antonio Lanzilli (Siulp) mostra le immagini di scritte diffamatorie contro il collega di Firenze

Antonio Lanzilli (Siulp) mostra le immagini di scritte diffamatorie contro il collega di Firenze

CONDIZIONI DEL FERITO

Intanto le condizioni del poliziotto ferito sono stabili. «È vigile e comincia lentamente a parlare» dicono i colleghi del Siulp. Oggi 9 gennaio ha subito un lungo intervento chirurgico (il secondo e non ultimo) concluso positivamente nel pomeriggio. L’operazione è stata eseguita da Giuseppe Spinelli, direttore della chirurgia maxillofacciale e dal primario del dipartimento di oculistica di Careggi Stanislao Rizzo. Al termine i sovrintendente Vece ha ricevuto la visita del questore di Firenze Alberto Intini e di alcuni dirigenti della questura, che si sono intrattenuti con i familiari.

SCRITTE DIFFAMATORIE

Annunciate iniziative legali contro autori di scritte e commenti diffamatori contro Vece, apparsi anche sui social network dopo l’attentato di Capodanno a Firenze. Il legale fiduciario del Siulp, avvocato Massimiliano Annetta, ha presentato oggi un esposto alla Procura della Repubblica di Firenze allo scopo di fermare «qualsiasi polemica che in questo modo fomenta solo sentimenti di odio nei confronti delle forze di polizia». Solo pochi giorni fa sono apparse anche a Milano scritte sui muri contro il poliziotto ferito. «C’è un clima che non ci piace – dice Lanzilli – e che è bene bloccare in tempo. Anche con la solidarietà. Quella vera».

Scritte diffamatorie a Milano

Scritte diffamatorie a Milano

 

 

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Sandro Addario

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Commenti (1)

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    Rosa Maria Di Giorgi

    |

    Mi inchino al sacrificio di Mario Vece che nell’esercizio delle sue funzioni è stato vittima di un incidente gravissimo che sconvolgerà la sua vita e quella dei suoi familiari. Andrò da lui in ospedale per portar la solidarietà mia personale da cittadina di Firenze e, da membro del Consiglio di Presidenza, quella del Senato della Repubblica.
    Criminali senza anima sono i responsabili dell’attentato, persone che ritengono che la lotta politica vada fatta con il sangue e la distruzione. Inaccettabile. Le ferite di Mario Vece sono ferite alla democrazia e alle nostre istituzioni.
    Saremo vicini a lui e alla sua famiglia nel modo concreto che i colleghi sindacalisti ci propongono. Che nessuno, nel vortice delle notizie che si sovrappongono, dimentichi questa storia, quest’uomo che si è sacrificato per proteggere noi, proprio noi, come altri colleghi ogni giorno.
    Sen. Rosa Maria Di Giorgi

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