Firenze, due commercialisti in carcere per bancarotta fraudolenta

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FIRENZE – Con l’accusa di bancarotta fraudolenta due commercialisti fiorentini sono finiti in carcere. Altre due persone sono agli arresti domiciliari. È l’esito di un’operazione della Guardia di Finanza, eseguita oggi 11 gennaio su ordine di custodia cautelare del Gip di Firenze Paola Belsito su richiesta della procura della Repubblica.

I primi due arrestati sono i commercialisti Gianni e Paolo Romani, rispettivamente di 52 e 55 anni, con studio a Sesto Fiorentino. Gli altri, trattenuti agli arresti domiciliari, sono Marco D’Aguì (49 anni) e Alessandro Lascialfari (52 anni) entrambi di Firenze.

Secondo l’accusa del pubblico ministero Christine von Borries, i quattro si sarebbero resi responsabili del reato di appropriazione indebita e di bancarotta fraudolenta in concorso. I fatti riguardano la gestione di una nota pizzeria del centro di Firenze, il cui patrimonio sarebbe stato sistematicamente svuotato e trasferito da una società ad un’altra, allo scopo di eludere il pagamento dei debiti erariali maturati nel corso del tempo. Le indagini dei Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria con i colleghi di Polizia Giudiziaria presso la Procura fiorentina hanno accertato che le società coinvolte nei vari passaggi commerciali erano tutte aziende riconducibili agli arrestati. Questi ultimi avrebbero di fatto gestito con continuità l’attività di pizzeria, impossessandosi indebitamente dei relativi incassi in danno dell’Erario, non pagando imposte per complessivi 800 mila euro.

Il trasferimento dei beni aziendali da una società all’altra (dal 2007 al 2015) avveniva ad un prezzo irrisorio, lasciando in carico alla società cedente i debiti erariali. Che non potevano essere onorati perché ogni volta la società stessa, svuotata del patrimonio, veniva dichiarata fallita.

 

 

 

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