Marcello Viola, pg di Firenze: «Più attenzione alle vittime dei reati»

Marcello Viola, procuratore generale della Corte d'Appello di Firenze

Marcello Viola, procuratore generale della Corte d’Appello di Firenze

FIRENZE – La sofferenza della vittima di un reato deve trovare un posto di maggiore rilievo all’interno di un processo penale, dove per troppo tempo è rimasta ai margini. È l’auspicio, meglio dire il monito, di Marcello Viola, neo Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Firenze. L’occasione è stata l’inaugurazione solenne dell’Anno Giudiziario 2017 per la Toscana (il «debutto» per il dottor Viola) aperto ufficialmente sabato 28 gennaio dalla Presidente della Corte d’Appello Margherita Cassano. In prima fila, ad ascoltare la sua relazione, c’erano tra gli altri il presidente della Corte di Cassazione Paolo Grossi e il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri.

LA «REQUISITORIA» DI VIOLA

«La Giustizia è veramente tale se è veloce e in grado di offrire una risposta concreta, in termini di tutela, alle aspettative dei cittadini – ha detto il pg Marcello Viola – ma l’efficienza del lavoro giudiziario dev’essere sempre coniugata con il rispetto assoluto delle garanzie. Quelle degli imputati, sacrosante ed inviolabili. Ma anche quelle delle vittime del reato».

«Dopo un lungo periodo – ha proseguito Marcello Viola – in cui si è assistito al fenomeno definito di ‘marginalizzazione processuale della vittima’ – in cui l’interesse per la persona offesa dal reato era volto alla cura dei suoi interessi civilistici, senza alcuna particolare sensibilità per le sofferenze cagionate dal reato stesso – oggi dev’essere riscoperta e ribadita la centralità della posizione della vittima del reato durante l’intero procedimento».

Nuovi strumenti legislativi sono intervenuti in favore della persona offesa dal reato «riconoscendo lo status di vittima vulnerabile ed introducendo specifiche misure di protezione per la stessa». Ma tutto questo non basta, perché – ha insistito Marcello Viola – «è indispensabile acquisire e consolidare al riguardo una nuova sensibilità, che prenda nella giusta considerazione la salute e la sofferenza della vittima e valga ad attribuirle un posto di maggiore rilievo all’interno delle dinamiche processuali». In una parola: tuteliamo Caino, ma non dimentichiamo Abele.

Scarica qui tutta la relazione integrale del Procuratore Generale. Tra i temi trattati il terrorismo e i suoi intrecci con la criminalità comune, le infiltrazioni di natura mafiosa anche straniera, l’aumento dei reati commessi in danno della pubblica Amministrazione. Quel fenomeno della corruzione che – ha detto Marcello Viola – «Paolo Borsellino, nel 1992, definì la l’anticamera della mafia».

CARCERI: 54 MILA DETENUTI IN TOSCANA

Nel suo discorso di apertura, la presidente della Corte d’Appello di Firenze Margherita Cassano ha come tradizione delineato il complesso quadro dell’amministrazione della giustizia in Toscana.

Sulla situazione carceraria in particolare, Cassano ha sottolineato che «la popolazione carceraria del distretto è aumentata, in linea con i dati a livello nazionale che registrano un significativo aumento. Al 30 giugno 2016, a fronte di una capienza regolamentare di 49.701, erano presenti 54.072 detenuti (+ 8,79%), di cui 35.234 condannati definitivi e 18.513 imputati in attesa di primo giudizio e condannati non definitivi. È da segnalare l’aumento dei detenuti extracomunitari pari al 47,34%».

Margherita Cassano, presidente della Corte d'Appello di Firenze

Margherita Cassano, presidente della Corte d’Appello di Firenze

«Merita di essere sottolineata – ha detto la Presidente – la complessa situazione strutturale degli istituti di pena che, da tempo, non ricevono risorse necessarie a garantire, quanto meno, la manutenzione ordinaria con conseguenti riflessi sulle condizioni di vita carceraria. Viene segnalata la difficoltà obiettiva di assicurare i bisogni più elementari dei detenuti e le attività trattamentali adeguate. Non è neppure garantito il lavoro che rappresenta un diritto del condannato definitivo».

Leggi qui il testo integrale del discorso inaugurale della Presidente della Corte d’Appello di Firenze Margherita Cassano

LA PRIMA FILA

Con il presidente della Corte Costituzionale, il «fiorentino» Paolo Grossi che non ha preso la parola, nella prima fila all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2017 c’era il cardinale arcivescovo Giuseppe Betori, i sottosegretari alla Giustizia Cosimo Maria Ferri e all’Interno Domenico Manzione, il prefetto di Firenze Alessio Giuffrida, il rappresentante del Consiglio Superiore della Magistratura Giuseppe Fanfani. Per la Regione Toscana c’erano il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani e l’assessore Vittorio Bugli (in rappresentanza del governatore Enrico Rossi, impegnato a Roma in una riunione di esponenti del Pd con Massimo D’Alema). Il comune di Firenze era rappresentato dal sindaco Dario Nardella.

 

Il presidente della Corte Costituzionale Paolo Grossi primo da destra

Il presidente della Corte Costituzionale Paolo Grossi primo da destra

 

La prima fila all'inagurazione dell'anno giudiziario 2017 a Firenze

L’aula del Palazzo di Giustizia per l’inagurazione dell’anno giudiziario 2017 a Firenze

RICORDI E APPREZZAMENTI

Nel corso della cerimonia sono stati ricordati esponenti del mondo giudiziario toscano recentemente scomparsi. Primo tra questi il procuratore generale Tindari Baglione, che – ha detto il suo successore Marcello Viola – «ha rappresentato guida e punto di riferimento dell’Ufficio». In sala era presente la vedova signora Anna Maria, rimasta sempre molto legata all’ambiente giudiziario e ai tanti colleghi del marito. Ricordati dalla Presidente Cassano anche il magistrato del Tribunale di sorveglianza Alessandro Margara, l’avvocato penalista Fabrizio Corbi, l’ufficiale giudiziario Romano Romiti.

Particolare apprezzamento è stato rivolto dalla presidente Cassano alle «Associazioni dei Carabinieri, della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza in congedo che stanno esprimendo l’essenza più profonda del dovere di solidarietà sociale sancito dall’art. 2 della Costituzione e dimostrano quotidianamente nell’opera svolta presso la Corte d’Appello di Firenze un   lodevole senso istituzionale e grande tensione morale rinunciando ai vantaggi del meritato pensionamento. Meritano il plauso non solo della Corte d’Appello, ma di tutta la collettività».

La presidente Cassano dichiara aperto l'anno giudiziario 2017 per la Toscana

La presidente Cassano dichiara aperto l’anno giudiziario 2017 per la Toscana

 

 

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Sandro Addario

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