Opera del Duomo di Firenze, Lucchesi lascia con un bilancio 2016 record

 

Il complesso monumentale del Duomo di Firenze

Il complesso monumentale del Duomo di Firenze

FIRENZE – Presentato a Firenze il bilancio 2016 dell’Opera di Santa Maria del Fiore, più conosciuta come Opera del Duomo. È l’ultimo del Consiglio di amministrazione uscente guidato da Franco Lucchesi, al termine di sei anni di mandato. Sabato 11 marzo si insedierà il nuovo consiglio, recentemente nominato dal ministero dell’Interno, che dovrebbe procedere nella stessa giornata all’elezione del presidente.

INCASSI E VISITATORI

Lucchesi e i suoi consiglieri lasciano ai loro successori numeri ampiamente positivi. I ricavi nel 2016 sono arrivati a 20,9 milioni di euro (+31% sul 2015) con utili per 4,3 milioni. La quasi totalità dei ricavi (90%) arriva dalla vendita dei biglietti di accesso al Grande Museo del Duomo: la Cattedrale di Santa Maria del Fiore con la Cupola del Brunelleschi e la Cripta di Santa Reparata, il Battistero di San Giovanni, il Campanile di Giotto e il Museo dell’Opera.

Complessivamente i visitatori sono stati oltre 1,3 milioni. Nel solo Museo dell’Opera, rinnovato e riaperto nell’ottobre 2015, si registrano oltre 50 mila visitatori al mese.

SALUTO A MARINELLI

Tra i ricavi Lucchesi, nella conferenza stampa di giovedì 9 marzo, ha voluto citare anche i fondi raccolti da sponsor: circa 1,5 milioni in 6 anni. Tra questi in particolare l’associazione internazionale «Guild of the Dome», promossa dall’imprenditore fiorentino Enrico Marinelli scomparso improvvisamente nel febbraio 2016, che ha contribuito soprattutto al restauro e alle copie della Porta Nord del Battistero. «Ancora un grazie a Enrico per la sua passione e il suo impegno» ha detto Lucchesi alla conferenza stampa, mentre in prima fila lo ascoltavano Gloria e Clara Marinelli, moglie e figlia del mecenate.

NON SOLO MUSEO

Franco Lucchesi

Franco Lucchesi

«L’Opera di Santa Maria del Fiore – ha detto Lucchesi ai giornalisti – si è mossa in questi anni secondo una logica d’impresa, con una capacità di comprendere e intercettare il mercato. L’Opera vive di mercato, anche per permettere di continuare tutta la sua attività istituzionale e mantenere questo complesso artistico straordinario che ci è stato lasciato in custodia».

L’esperienza di sei anni di mandato? «Sono stati anni estremamente positivi – ha detto Lucchesi – non soltanto nei numeri, ma anche nel cambiamento di passo e mentalità. Il rapporto con la città è molto più forte rispetto a quello che era in precedenza. Tutto questo grazie alle conferenze, alle pubblicazioni, ai concerti, grazie a tutto un insieme di attività da cui si è capito che l’Opera del Duomo non è solo un museo. È una realtà viva che intende continuare a dialogare con Firenze, per accentrare il più possibile l’interesse della città su questo complesso monumentale che è un po’ il suo cuore stesso. Non soltanto religioso».

PROGETTI DA COMPLETARE

Tra i progetti avviati e lasciati alla nuova gestione dell’Opera del Duomo c’è lo «Studium Florentinum», dal nome della prima università di Firenze del 1341. Verrà sviluppato dal 2018 con l’Università Cattolica di Milano e permetterà, ogni anno, di accogliere una trentina di laureati di nazioni lontane. «Soprattutto dall’estremo oriente, come Cina, India, Corea – dice Lucchesi – paesi distanti dalla nostra cultura. Un flusso difficile da intercettare, ma che una volta tornati nel loro luoghi d’origine potranno essere ambasciatori della nostra realtà, stimolando così anche nuove correnti di turismo».

Un’altra novità riguarda l’illuminazione interna del Battistero di San Giovanni. A Vittorio Storaro, vincitore di tre premi Oscar come direttore della fotografia, è stato affidato un progetto che dovrebbe essere completato nel 2018 «con l’obiettivo di una miglior lettura dei monumenti» e che «procederà di pari passo con la conclusione dei lavori di restauro dei rivestimenti marmorei interni».

 

IL GRANDE MUSEO DEL DUOMO DI FIRENZE

 

 

MUSEO OPERA DEL DUOMO

 

 

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Sandro Addario

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