Elezioni Francia 2017, tutti pronti a salire last minute sul carro di Macron

Emmanuel Macron

Emmanuel Macron

PARIGI – Si allunga all’ultim’ora la lista dei politici francesi pronti a passare dalla parte del candidato Emmanuel Macron alle elezioni presidenziali del 23 aprile e del 7 maggio. È un classico. Sul carro del probabile vincitore i posti si riempiono rapidamente, mentre i supporters degli altri candidati si disperdono nelle nebbie o comunque restano da soli.

Tra gli ultimi arrivi c’è quello del potente ministro della difesa (in scadenza) Jean-Yves Le Drian, 69 anni socialista che è anche presidente del Consiglio Regionale della Bretagna. Una decisione che ha deluso molti convinti militanti socialisti, soprattutto in Bretagna. Ma anche da destra ci sono movimenti. È di venerdì 24 marzo la notizia che anche l’ex ministro della giustizia Michel Mercier (area Sarkozy) ha proposto a un gruppo di senatori centristi di sostenere Macron.

MACRON, IL MATTEO RENZI FRANCESE

Macron, 39 anni, è considerato da molti osservatori il Matteo Renzi francese. Anche per come parla (bene) senza dire niente, dicono i suoi oppositori. Quanto sia gradito il paragone non si sa. È stato ministro dell’Economia, dell’industria e del digitale dal 2014 al 2016 nel governo socialista di Manuel Valls. Un passato da Ispettore delle Finanze ma anche da banchiere del Gruppo Rothschild. Quanto gli basta per sapersi muovere agevolmente nel mondo della finanza internazionale. Buoni rapporti anche con la Massoneria francese, tanto che nel 2016 tenne un affollato discorso presso la sede del Grande Oriente di Francia a Parigi. La stessa visitata dal presidente François Hollande nel febbraio di quest’anno 2017.

Socialista ma non troppo, indipendente non si sa fino a quanto, Macron fonda nell’aprile 2016 un nuovo movimento chiamato, non a caso, «En marche!», in marcia. Verso dove? Sicuramente verso l’Eliseo al posto del presidente uscente François Hollande. Con un riferimento indiretto anche al «marchons!» (marciamo) della Marsigliese, l’inno nazionale francese. Un tentativo di richiamare gli elettori più patrioti. Ma strizzando l’occhio anche a chi si considera più rivoluzionario, tanto da scrivere nel novembre 2016 un libro dal significativo titolo «Révolution» Rivoluzione.

QUALE IDEOLOGIA

L’ideologia politica di Macron? Risposta difficile. Su Wikipedia alla voce «En marche!», si parla di Liberalismo, Liberalismo sociale, Terza via, Europeismo, Progressismo. Della serie: c’è posto per tutti. Da sinistra a destra. Per ora.

PERCHÉ POTREBBE VINCERE MACRON

Perché è possibile una vittoria di Macron alle elezioni presidenziali 2017? Alle sue spalle c’è una sinistra divisa, con un candidato socialista come Benoît Hamon, un progressista puro che ha però il difetto di aver vinto le primarie battendo l’ex primo ministro Manuel Valls, che avrebbe garantito la continuità del potere all’attuale gruppo del presidente Hollande. A destra c’è un candidato come François Fillon, ex primo ministro di Nicolas Sarkozy, che – dopo aver vinto le primarie battendo lo stesso Sarkozy e il potente sindaco di Bordeaux Alain Juppè – si ritrova ora «azzoppato» da un’inchiesta giudiziaria per l’assunzione della moglie come dipendente del Parlamento, dove non avrebbe invece mai lavorato. Fillon, che non si è ritirato dalla corsa all’Eliseo, ora è però costretto a giocare in difesa.

OBIETTIVO FERMARE MARINE LE PEN

Ma il motivo fondamentale per cui c’è la rincorsa al carro di Macron si chiama Marine Le Pen. Preoccupa tutti i palazzi del potere (Ue compresa) la leader del Front National, il partito che in Francia viene chiamato di «estrema destra», anche se di estremo sembra di fatto avere ben poco. Marine Le Pen al momento è data come favorita alla vittoria al primo turno del 23 aprile. Un po’ meno al ballottaggio del 7 maggio.

Da qui la necessità di formare una «cintura sanitaria» o per dirla alla francese una sorta di «linea Maginot 2.0» contro quello che è considerato il «pericolo» Le Pen. Favorevole a rivedere la posizione della Francia all’interno dell’Unione Europea e da sempre sostenitrice della tolleranza zero in tema di sicurezza e immigrazione clandestina, Marine Le Pen con il suo slogan «Remettre la France en ordre» (rimettere la Francia in ordine) sta ottenendo un crescente successo, che potrebbe seriamente sconvolgere gli assetti politico-finanziari, anche trasversali, al potere in Francia come nell’Unione Europea. Come pure preoccupa non poco il suo incontro a Mosca di venerdì 24 marzo con Vladimir Putin, che le fatto gli auguri per la sua campagna elettorale.

COLLANTE FRAGILE

Ecco che allora il giovane ex banchiere Emmanuel Macron viene avanti, non tanto per i suoi programmi politici, quanto per cercare di essere il «collante» anti Le Pen. Una colla già pronta a sciogliersi subito, all’indomani del suo eventuale insediamento all’Eliseo, quando tutti gli presenteranno il conto. Compresi i sostenitori last minute.

 

Marine Le Pen con Vladimir Putin al Cremlino il 24 marzo 2017

Marine Le Pen con Vladimir Putin al Cremlino il 24 marzo 2017

 

 

 

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Sandro Addario

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