Carabinieri 2017, il giorno degli alamari alla Scuola Marescialli (Video Foto)

Un familiare appone l'alamaro dell'Arma sulla giacca di una neo allieva maresciallo

Un familiare appone gli alamari dell’Arma sulla giacca di una neo allieva maresciallo

FIRENZE – Hanno ricevuto gli alamari, simbolo di appartenenza all’Arma dei Carabinieri, i circa 550 neo allievi del 1° anno della Scuola Marescialli di Firenze. E hanno pubblicamente rinnovato il giuramento di fedeltà alla Repubblica, già espresso il giorno prima in forma individuale. Una giornata, sabato 6 maggio, di quelle che non si dimenticano. Tanto più che ad appuntare sulla divisa degli allievi lo storico distintivo sono stati proprio i loro familiari. Una tradizione questa, che nell’Arma si ripete non solo presso la Scuola Marescialli ma anche alla Scuola Allievi Carabinieri di Roma. Un momento di ulteriore vicinanza tra i giovani militari e le loro famiglie, tra la commozione generale.

QUELLI DEL 6° CORSO 

Non è facile, a vent’anni o poco più, decidere di lasciare la vita civile per tentare di diventare maresciallo dei carabinieri, uno dei più delicati ruoli chiave nell’organizzazione dell’Arma. Non è solo una questione di stipendio o di un posto di lavoro. Ci vuole convincimento e passione senza scadenza. Come nel caso dei 555 giovani allievi del 6° corso triennale, intitolato al maresciallo medaglia d’oro Franco Pepicelli, che da oggi sono arrivati … alla partenza di una strada molto impegnativa. Già la selezione, durata quasi un anno, è stata durissima. Da circa 23.000 domande sono stati selezionati poco più di 2000 candidati, che dopo ulteriori esami e test si sono ridotti poco più di 500. In pratica solo 2 concorrenti su 100 sono stati ammessi a frequentare la Scuola Marescialli.

LA PRIMA VOLTA IN GRANDE UNIFORME

La soddisfazione si leggeva distintamente stamani negli occhi di questi giovani, unita all’orgoglio e alla commozione dei loro familiari (circa 4000) arrivati da ogni parte d’Italia. Prima della solenne cerimonia del conferimento degli alamari, tutti si sono preparati con cura nelle loro camere indossando per la prima volta la Grande Uniforme Storica (Gus) caratterizzata tra l’altro dalla celebre «lucerna», come viene chiamato lo storico cappellone con pennacchio rosso e blu. Sul colletto della giacca fino a ieri c’era solo una riga dorata e una stelletta. Da oggi anche gli alamari, quelli che la tradizione dice che i carabinieri «se li cuciono sulla pelle» anche per onorare l’inossidabile motto «nei secoli fedele». Più in pratica a dimostrare che, con gli alamari sulla pelle, si è costantemente servitori dello stato, giorno e notte, in servizio o in pensione.

Apprezzamento per la scelta di vita dei nuovi allievi marescialli ed augurio per il loro impegno, prima didattico poi sul territorio al servizio della gente, sono stati espressi dal ministro dello sport Luca Lotti e dal comandante generale dei carabinieri Tullio Del Sette, presenti alla cerimonia alla caserma Felice Maritano a Firenze Castello. L’istituto, inaugurato nel settembre 2016, vede per la prima volta la cerimonia del conferimento degli alamari agli allievi del primo anno. In precedenza si svolgeva presso la ex sede distaccata della Scuola a Velletri.

Ad accogliere le autorità il generale Gianfranco Cavallo, comandante della Scuola e il colonnello Ugo Cantoni, comandante del Reggimento allievi. Nel piazzale, a dispetto della pioggia, era schierato il Battaglione allievi del 1° anno, composto da tre compagnie agli ordini del tenente colonnello Ciro Trentin. Ha accompagnato gli onori militari alla Bandiera d’Istituto e alle autorità la fanfara della Scuola diretta dal maresciallo maestro Ennio Robbio.

ORGOGLIO DI GENITORE

Tanti i commenti al termine della cerimonia tra i familiari degli allievi. Tra questi una madre orgogliosa del proprio figlio, 24 anni di Firenze. «Fino da tre anni – racconta la signora – diceva che da grande voleva fare il carabiniere. Pensavamo che giocasse e scherzasse, poi ci siamo accorti che non era proprio così. Terminate le scuole, ha scelto un corso di psicologia ma finalizzato alla professione di carabiniere. Ci siamo arresi e ne siamo contenti».

Lo stesso orgoglio traspare sul volto di un padre che sta ripartendo per Roma con la famiglia e il figlio di 24 anni, neo allievo maresciallo. Non ha difficoltà a rivelare la soddisfazione per la sua convinta scelta di vita. È una tradizione di famiglia che va avanti, al servizio dello Stato. Perché anche il padre è stato nell’Arma, che ha lasciato da poco tempo. Ma non chiamiamolo «ex». Carabiniere si è per sempre. Proprio per quella famosa storia degli alamari cuciti sulla pelle.

 

VIDEO – LA PREPARAZIONE ALLA CERIMONIA DEGLI ALAMARI

 

FOTOGALLERY 1 – VERSO GLI ALAMARI

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FOTOGALLERY 2 – LA CERIMONIA

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Sandro Addario

Sandro Addario

Commenti (1)

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    Ennio

    |

    complimenti Sandro, con le foto ed il video hai colto alcuni dei momenti più significativi e più belli dell’allievo Maresciallo

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