Macron vince le elezioni, ma due francesi su tre non lo hanno votato

Marine Le Pen e Emmanuel Macron

Marine Le Pen e Emmanuel Macron

PARIGI – Emmanuel Macron, 39 anni, è il nuovo presidente della Repubblica francese. Ha vinto il ballottaggio del 7 maggio delle elezioni presidenziali francesi, battendo Marine Le Pen candidata del Front National, il partito costantemente definito dagli avversari di «estrema» destra. Macron, battezzato «centrista» soprattutto dalla stampa, proviene dai socialisti. Sono molti a credere che sia il «clone» del presidente socialista uscente Hollande, che è riuscito a piazzarlo all’Eliseo, per poter continuare a governare sotto altro nome. Nello stile, già visto in Italia, Renzi-Gentiloni per capirsi.

Il risultato elettorale francese è netto, di quelli che non fanno discutere. A Macron sono andati 20.753.798 voti (secondo il Ministero dell’Interno) pari al 66,10. Dieci milioni di voti in meno a Marine Le Pen ferma a 10.644.118 pari al 33,90%.

Era chiaro fino dal 1° turno, che quasi tutti si sarebbero coalizzati contro la Le Pen, che avrebbe rappresentato il cambiamento (specie per le sue critiche alla permanenza della Francia nell’Unione Europea. Macron al contrario è sembrato voler assicurare la continuità rispetto al passato, soprattutto ai politici che non sarebbero dovuti fare subito e valigie e tornarsene a casa. È di questi minuti la notizia appena battuta dalle agenzie che il primo viaggio all’estero del nuovo presidente francese sarà a Berlino. C’era da aspettarselo. «Andrà a prendere ordini» osservano subito i suoi critici.

Il dato più certo è che buona parte dei Francesi hanno votato «contro» qualcuno e non a favore di un candidato preferito. Sono i limiti della democrazia parlamentare.

CORPO ELETTORALE: MANCANO 5 MILIONI DI FRANCESI

Ma non è tutto. Il sistema elettorale francese permette, senza che nessuno si lamenti, alcune particolarità che, almeno in Italia, non sarebbero certo consentite.

  • Per votare in una elezione non si è iscritti d’ufficio nelle liste degli elettori del proprio comune
  • È il cittadino che deve, di sua iniziativa, chiedere di essere iscritto nella lista degli elettori
  • Il risultato è che su circa 52 milioni di francesi (al netto dei minori di 18 anni, che sono poco meno 15 milioni) il corpo elettorale iscritto a votare al 2° turno delle Presidenziali 2017 è stato di 47,4 milioni di cittadini, secondo il dato del Ministero dell’Interno di Parigi.
  • Di fatto ci sono quasi 5 milioni di francesi che non ha votato perché non iscritti alle liste degli elettori. A questi si aggiungono 12 milioni di astenuti (il 75% degli aventi diritto) che non sono andati a votare. Piuttosto che votare “contro” e non a favore di qualcuno hanno preferito stare a casa. Vanno poi aggiunte le schede bianche e annullate arrivate a poco più di 4 milioni. Da cui 5+12+4= 21 milioni di francesi non si sono espressi

Una cosa è certa. Macron ha vinto, ma è stato scelto solo da 20 milioni di francesi su 52. Quasi due su tre non lo hanno votato.

SCHEDE NON AUTENTICATE MA NON C’È BROGLIO

Un’altra «singolarità» delle elezioni presidenziali francesi è che le schede di votazione non sono preventivamente siglate o timbrate dal presidente del seggio elettorale, il «bureau de vote». Sono semplici fogli bianchi dove è scritto il nome di un candidato. Un foglio per ciascun candidato. L’elettore arriva al seggio, prende tante schede quanti sono i candidati. Entra nella cabina e depone una delle schede una busta, che resta chiusa ma non sigillata nel lembo incollabile. Se l’elettore non vuole dare un voto, lascia la busta vuota. Quest’ultima viene depositata dentro un’urna per il successivo spoglio. Le schede degli altri candidati non utilizzate l’elettore è libero di portarle a casa o di lasciarle in un cestino (tutti sigillati?) presso il bureau de vote.

Andrà sicuramente tutto bene e la parola broglio non esisterà nel vocabolario elettorale del popolo francese. Certo che è indispensabile che in ogni seggio (dal cuore di Parigi ai territori d’oltremare nelle Antille e nella Guyana) ci siano scrutatori attentissimi e di diverse tendenze politiche. Altrimenti sostituire le schede (anzi i fogli bianchi con il nome del candidato) con altre diventa un gioco da ragazzi. Ma in Francia nessuno si lamenta. Contenti loro.

 

QUI I RISULTATI DELLE PRESIDENZIALI FRANCESI 2017 COMUNE PER COMUNE

(Fonte Ministero dell’Interno francese)

 

Sandro Addario

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