Elezioni in Francia, è già rissa per salire sul carro del vincitore Macron

Emmanuel Macron vincitore delle elezioni presidenziali francesi 2017

Emmanuel Macron vincitore delle elezioni presidenziali francesi 2017PARIGI – C’era da aspettarselo. Il giorno dopo la netta vittoria di Emmanuel Macron alle elezioni presidenziali francesi 2017 è già lotta dura per salire sul carro del vincitore. La cintura sanitaria contro la candidata dell’estrema destra Marine Le Pen mostra da subito i suoi limiti e le sue rivendicazioni. È la conseguenza, prevedibilissima, di un’elezione dove si votava soprattutto «contro» qualcuno (la scomoda Le Pen) piuttosto che «a favore» di un candidato.

TUTTI MACRONISTI

A sinistra il partito socialista, dopo aver rinnegato il vincitore delle proprie primarie Benoit Hamon, cerca ora di mettere all’incasso il proprio sostegno al neo presidente Macron. Primo traguardo l’imminente formazione del governo. Secondo traguardo le altrettanto importanti elezioni legislative che si svolgeranno l’11 e il 18 giugno per il rinnovo dell’Assemblea Nazionale. Un appuntamento che Macron non può assolutamente perdere, per non trovarsi costretto alla «coabitazione» con una Camera ostile. In poche ore (la scadenza è giovedì 11 maggio) Macron deve scegliere i 577 candidati all’Assemblea Nazionale. C’è da immaginarsi quanto sarà lunga la fila degli aspiranti e dei «macronisti» dell’ultima ora.

Tra i primi «caduti» illustri dal carro di sostenitori di Macron, c’è intanto l’ex primo ministro socialista Manuel Valls (sconfitto alle primarie da Hamon) che ha chiesto, senza per ora riuscirvi, di candidarsi alle legislative con il movimento «En Marche !» del neo presidente francese. Per Valls si profila anche l’espulsione dal Partito Socialista. Insomma ora nessuno vuole più quello che sulla stampa francese viene chiamato il «grande opportunista». Non è escluso che dietro il doppio no a Valls, ci sia ancora una volta la regia del presidente uscente François Hollande che può mettere così a tacere uno dei suoi avversari interni più agguerriti.

Ma non basta. Per non perdere il treno delle elezioni legislative, il partito socialista – titola il quotidiano progressista «Le Monde» – presenta un programma che «cancella quello di Hamon e diviene ‘Macron compatibile’». E in un altro articolo dello stesso quotidiano parigino, si lamenta come Hollande lasci un «Partito Socialista esangue». Detto da Le Monde, da sempre sostenitore della sinistra francese, la critica appare ancora più significativa e testimonia l’incertezza dove in queste ore si trova la «Gauche» francese.

COSA FARÀ MACRON

Cosa farà Macron? Presto per dirlo. Dopo la sua investitura ufficiale prevista per domenica 14 maggio, il primo viaggio all’estero è annunciato a Berlino dalla cancelliera Angela Merkel. Come fece Hollande all’inizio del suo mandato. Sembra un appuntamento d’obbligo, della serie «complimenti, ma capiamoci subito».

Sul nome del nuovo primo ministro e sulla lista di governo ancora non trapelano indiscrezioni. Ma c’è da scommettere, che al di là dei nomi e delle tante cambiali da pagare a chi gli ha fatto vincere le elezioni, Macron effettuerà una politica più di destra che di sinistra. Come nelle migliori tradizioni di un presidente eletto, che governa all’opposto di quanto ha detto in campagna elettorale. Scontentando tutti. Macron farà passare del tempo, ma poi farà suoi temi di fondo come immigrazione, Europa e sicurezza. Finché ne parlava Marine Le Pen non andava bene. Diventati «Macron compatibili» saranno apprezzati da tutti.

 

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Sandro Addario

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